Il Catechismo della Chiesa Cattolica, a proposito degli angeli custodi, così ci istruisce: «Dal suo inizio fino all’ora della morte la vita umana è circondata dalla loro protezione e dalla loro intercessione. “Ogni fedele ha al proprio fianco un angelo come protettore e pastore, per condurlo alla vita” (San Basilio di Cesarea)» (n. 336).
La consapevolezza dell’esistenza dell’angelo custode ha sempre accompagnato il popolo di Dio. Sin dal libro dell’Esodo, passando per i Salmi, fino ad arrivare ai Vangeli, la Parola di Dio ci dà certezza della loro esistenza e del loro prendersi cura di noi.
“Protettore e pastore”, l’angelo custode ha, nella nostra vita, una responsabilità che non possiamo immaginare: ha l’incarico di presentare a Dio i nostri atti di adorazione, i nostri propositi e i nostri desideri buoni; egli vigila attentamente sulla nostra persona e sarà testimone nel supremo giudizio.
Pio XII, parlando dell’angelo custode dice: «Il nostro angelo custode ha cura ancora della nostra santificazione. L’angelo custode fa di tutto per favorire la nostra ascesa spirituale e per sviluppare la nostra vita di intimità con Dio. L’angelo custode è un maestro di ascesi e di mistica, è una guida e un trascinatore verso le vette». Anche Pio XI raccomanda spesso la devozione all’angelo custode: «Quando mi accade di dover parlare con qualche persona, con la quale so che l’argomentare è difficile e per cui il linguaggio deve essere accentuato con forma speciale di persuasione, allora raccomando all’angelo mio custode perché, di tutto, faccia parola all’angelo custode della persona che devo incontrare: sicché una volta stabilita l’intesa tra i due spiriti, il colloquio risulta per il meglio ed è facilitato».
La Chiesa confessa la sua fede negli angeli custodi, venerandoli nella liturgia con una festa apposita (2 ottobre).
Che il Signore accresca in noi la devozione agli angeli custodi e agli angeli protettori delle nostre città.
