Chi è chiamato a essere santo?
La santità è una chiamata universale e nessuno ne è escluso, perché il Signore ha scelto ciascuno di noi «per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità» (Ef 1,4).
Il Concilio Vaticano II lo ha messo in risalto con forza: «Muniti di salutari mezzi di una tale abbondanza e di una tale grandezza, tutti i fedeli di ogni stato e condizione sono chiamati dal Signore, ognuno per la sua via, a una santità la cui perfezione è quella stessa del Padre celeste» (LG 1l).
Molto esplicito, no? Ma allora resta il problema concreto: belle parole, ma dicono qualcosa di impossibile se non per qualche persona eccezionale…
Andando avanti nella lettura di quello che afferma il Concilio, si trova questa affermazione: «l seguaci di Cristo, chiamati da Dio, non a titolo delle loro opere, ma a titolo del suo disegno e della grazia, giustificati in Gesù nostro Signore, nel battesimo della fede sono stati fatti veramente figli di Dio e compartecipi della natura divina, e perciò realmente santi». La santità non è qualcosa che ci procuriamo noi, che otteniamo noi con le nostre qualità e le nostre capacità. La santità è un dono, è il dono che ci fa il Signore Gesù, quando ci prende con sé e ci riveste di sé stesso, ci rende come lui. Nella Lettera agli Efesini, l’apostolo Paolo afferma che «Cristo ha amato la Chiesa e ha dato sé stesso per lei, per renderla santa».
Detto con altre parole: non dobbiamo diventare santi, ma siamo già santi perché con il Battesimo siamo diventati figli di Dio. Siamo quindi figli e figlie di Dio, siamo quindi santi e sante e lo siamo non per le nostre opere, per il nostro impegno, ma per grazia, per l’amore che Dio ha verso ciascuno di noi.
