Che cos’è la santità?
La nostra chiamata alla santità è la scelta che Dio fa di noi, nessuno escluso, in Cristo prima della creazione del mondo. La grazia battesimale ci innesta nel mistero pasquale di Cristo. Non è lo sforzo delle nostre azioni, ma la vita del Risorto a trasformarci, se la nostra libertà ci predispone a essere docili nel lasciarci modellare sulla vita di Cristo e sui suoi misteri. La santità è la carità pienamente vissuta: «Dio è amore; chi rimane nell’amore rimane in Dio e Dio rimane in lui» (|Gv 4,16); «l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato» (Rm 5,5). Pertanto, la santità dimostra «l’infinita potenza dello Spirito Santo, mirabilmente operante nella Chiesa» (Lumen Gentium [LG], 44). La santità non è un riconoscimento onorifico da propagandare su questa terra, ma esprime la nostra unione con Dio e la comunione con il Corpo mistico. Poiché «il popolo di Dio non ha qui città permanente, ma va in cerca della futura» (LG 44), oltre la vita terrena questa comunione, che è la comunione dei santi, sarà più perfetta e più inten-sa, perché conosceremo Dio non in modo imperfetto, ma lo vedremo faccia a faccia, così come Egli è (ICor 13,12; IGv 3,2).
Pertanto, la misura della santità è data dalla statura che Cristo raggiunge in noi, da quanto, con la forza dello Spirito Santo, modelliamo tutta la nostra vita sulla sua.
