Agostino nacque a Tagaste, in Numidia (nord Africa), nel 354.
Fanciullo intelligente e vivace, fu educato alla fede dalla madre, ma visse gli anni della gioventù in maniera piuttosto sregolata, al punto che santa Monica per anni paventò di non riuscire a farne un uomo maturo e responsabile. La lettura dell’Ortensio di Cicerone ridestò l’interesse della sua mente acuta e sensibile per le questioni dello spirito. Attratto dal manicheismo, la sua mentalità razionalista faticò ad accogliere la fede fino al giorno in cui, dopo alcune vicissitudini, incontrò a Milano sant’Ambrogio. Da lui ricevette il battesimo nella notte di Pasqua del 387, insieme col fratello Navigio e il figlio Adeodato. Tornato penitente in Africa dopo la morte della madre, venne ordinato sacerdote e poi consacrato vescovo di Ippona dal suo predecessore, Valerio, Filosofo, teologo, mistico, oratore e sommo polemista lottò anche contro le eresie, e realizzò la prima sintesi tra filosofia e teologia, mostrando la possibilità del perfetto accordo tra la “città terrena”, la ragione, e la “città celeste”, la fede. Morì a Ippona il 28 agosto del 430.
