Tema centrale del Vangelo è il Regno di Dio. Gesù è il Regno di Dio in persona, è l’Emmanuele, il Dio con noi.
Il Regno infatti è dono e promessa, infatti ogni giorno preghiamo nel Padre Nostro:”Venga il tuo regno”. C’è un legame grande tra povertà ed evangelizzazione. Il Signore vuole una Chiesa povera che evangelizzi i poveri. Quando inviò i Dodici in missione, Gesù disse loro:”Non procuratevi oro, nè argento, né sacca da viaggio, nè sandali,né bastone”(Mt 10,9). La povertà evangelica è fondamentale affinché il Regno di Dio si diffonda. La Beatitudine dei poveri in spirito orienta il nostro rapporto con Dio, con i beni materiali e con i poveri.
Gesù ci fa comprendere che la logica dell’avere non deve prevalere su quella dell’essere. I Santi sono coloro che più ci possono aiutare a capire il significato profondo delle Beatitudini. Il mondo oggi soffre di molteplici forme di esclusione, emarginazione e povertà, come pure di conflitti in cui si scontrano economia, politica, ideologie.
I media, in questo mondo, possono aiutare a farci sentire più vicini gli uni agli altri e farci comprendere il senso della famiglia umana che ci spinga alla solidarietà e all’impegno continuo e fattivo.
Spesso i muri che ci dividono possono essere superati se siamo disponibili ad ascoltarci e ad imparare gli uni dagli altri.
La cultura dell’incontro richiede che siamo disposti non soltanto a dare,
ma anche a ricevere dagli altri. Oggi le reti della comunicazione umana hanno raggiunto sviluppi inauditi, ma queste possono aiutarci a crescere o, al contrario,a disorientarci. Come allora la comunicazione può essere a servizio di una cultura dell’incontro? Nella misura in cui ci impegniamo effettivamente e affettivamente a incontrare nelle strade del mondo la gente dove vive.
