Ogni domenica e ogni volta che celebriamo insieme l’Eucaristia si rende attuale la grandezza di quell’amore con cui Gesù morì sulla Croce e ci offrì in dono lo Spirito del Padre per farci entrare in comunione con lui, rinnovare la nostra vita e la nostra storia e liberarci dal peccato e dal potere della morte.
Per questo essa è il “dono dei doni”: perché è il dono della salvezza perpetuato nel tempo e, secondo la stessa promessa di Gesù, fino alla fine dei tempi. Dunque, nell’Eucaristia diventa attuale il sacrificio di Cristo al quale tutti i membri del suo Corpo, che è la Chiesa, vengono uniti: celebrando la Messa domenicale, cioè, ciascuno di noi con la propria vita, la propria sofferenza, le proprie gioie e speranze, la propria preghiera, viene unito a Cristo; e, tutti insieme, come un Corpo solo, siamo offerti a Dio Padre che ci trasforma, illumina e guida con il suo amore.
In tal modo, noi viviamo fin d’ora quella vita eterna che vivremo pienamente quando saremo “faccia a faccia” con lui e – mistero mirabile – unendoci a lui nel Sacrificio eucaristico, ci uniamo anche a coloro che ci hanno preceduto nella morte e che già vivono nel regno eterno.
Per questo, il sacrificio eucaristico è grande vincolo di unità: tra noi e Dio, tra noi cristiani, tra noi e i nostri fratelli defunti.
