{"id":7620,"date":"2024-11-22T12:50:40","date_gmt":"2024-11-22T12:50:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/?p=7620"},"modified":"2024-11-22T12:50:40","modified_gmt":"2024-11-22T12:50:40","slug":"solennita-di-cristo-re-24-novembre-2024","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/?p=7620","title":{"rendered":"SOLENNIT\u00c0 DI CRISTO RE &#8211; 24 Novembre 2024"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 18,33b-37<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il vangelo ci presenta il dialogo tra Ges\u00f9 e Pilato sulla vera o presunta regalit\u00e0 del primo. Si svolge tra due domande. O meglio, tra la stessa domanda ripetuta due volte. La prima la potremmo chiamare la \u201cdomanda di rito\u201d: \u201cProprio tu, cos\u00ec ridotto, con la folla che ti urla contro e i sacerdoti che ti vogliono morto, sei il re dei Giudei?\u201d, sembra dire Pilato e lo fa con il tono che forse ciascuno di noi avrebbe usato. Le nostre categorie mentali, infatti, associano al re il potere, la ricchezza, anche la prepotenza e la sopraffazione. Sicuramente il poter guardare tutti dall\u2019alto in basso! Parliamoci chiaro: Ges\u00f9 non \u00e8 credibile come re.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma ancora una volta, come in tutto il vangelo, c\u2019\u00e8 un segnale che sembra dire: obbligo di conversione. La vera regalit\u00e0 consiste nel servire gli altri: Dio \u00e8 il primo servitore della felicit\u00e0 dell\u2019uomo e Ges\u00f9, nella lavanda dei piedi, ci d\u00e0 l\u2019esempio tangibile di quale regalit\u00e0 si rivesta e della quale vuole farci dono. \u00c8 la rivoluzione copernicana del concetto di regalit\u00e0! E questo ci riguarda da molto vicino. Il re che scegliamo per la nostra vita pu\u00f2 essere un tiranno spietato, ma bello e desiderabile, o un servitore umile della nostra gioia, che per\u00f2 \u201cnon ha bellezza da attrarre lo sguardo\u201d. Il primo ha tanti nomi: consumismo, ricchezza, carrierismo a tutti i costi. Il secondo uno solo: Ges\u00f9 di Nazaret.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A vederle cos\u00ec le cose ci sarebbe da esclamare: voglio sia Ges\u00f9 il vero re della mia vita! Ma non basta. Non \u00e8 un semplice esercizio mentale. A volte m\u2019illudo che sia cos\u00ec, ma poi basta paragonare il tempo che passo davanti alla tv e quello in preghiera per scoprire la mia reticenza a che lui diventi il mio Signore. Finch\u00e8 resta il maestro\u2026 \u00e8 tutto abbastanza semplice. Una buona cosa. Lo scelgo come maestro. Ma anche gli atei sono disposti a riconoscere che Ges\u00f9 \u00e8 un grandissimo maestro. Permettergli di diventare il Signore invece richie dell\u2019umilt\u00e0, la prontezza, l\u2019obbedienza e lo spirito di sacrificio di chi, dopo aver visto la preda, \u00e8 disposto anche al salto nel buio per conquistarla. Nel primo caso sapremmo forse parlare della verit\u00e0. Buon per gli altri. Non per noi. Nel secondo diventeremmo testimoni della verit\u00e0 che ascoltano e obbediscono alla sua Parola. Non pi\u00f9 padroni della nostra schiavit\u00f9, ma servi della libert\u00e0. E della Verit\u00e0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 18,33b-37 Il vangelo ci presenta il dialogo tra Ges\u00f9 e Pilato sulla vera o presunta regalit\u00e0 del primo. Si svolge tra due domande. O meglio, tra la stessa domanda ripetuta due volte. 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