{"id":2233,"date":"2016-11-04T16:28:43","date_gmt":"2016-11-04T16:28:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/?p=2233"},"modified":"2016-11-04T16:28:43","modified_gmt":"2016-11-04T16:28:43","slug":"laudato-si-prima-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/?p=2233","title":{"rendered":"LAUDATO S\u00cc &#8211; Prima Parte"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>La madre terra<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cLaudato s\u00ec, mi Signore\u201d, cantava san Francesco d\u2019Assisi. In questo bel cantico si ricordava che la nostra casa comune \u00e8\u00a0 anche come una sorella, con la quale condividiamo l\u2019esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u201cLaudato si, mi Signore,<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">per sora nostra matre Terra,<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">la quale ne sustenta et governa,<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">et produce diversi fructi<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">con coloriti flori et herba\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa sorella protesta per il male che le provochiamo, a causa dell\u2019uso irresponsabile e dell\u2019abuso dei beni che Dioha posto in lei. Siamo cresciuti pensando che eravamo suo proprietari e dominatori, autorizzati a saccheggiarla. La violenza che c\u2019\u00e8 nel cuore umano ferito dal peccato si manifesta anche nei sintomi di malattia che avvertiamo nel suolo, nell\u2019acqua, nell\u2019aria e negli esseri viventi. Per questo, fra i poveri pi\u00f9 abbandonati e maltrattati, c\u2019\u00e8 la nostra oppressa e devastata terra, che \u00abgeme e soffre le doglie del parto\u00bb (Rm 8,22). Dimentichiamo che noi stessi siamo terra (Gen 2,7). Il nostro stesso corpo \u00e8 costituito dagli elementi del pianeta, la sua aria \u00e8 quella che ci d\u00e0 il respiro e la sua acqua ci vivifica e ristora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Papa Giovanni XXIII<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 di cnquant\u2019anni fa, mentre il mondo vacillava sull\u2019orlo della crisi nucleare, il santo Papa Giovanni XXIII scrisse un\u2019Enciclica con la quale non si limit\u00f2 solamente a respingere la guerra, bens\u00ec volle trasmettere una proposta di pace. Diresse il suo messaggio Pacem in terris a tutto il \u201cmondo cattolico\u201d, ma aggiungeva \u00abnonch\u00e9 a tutti gli uomini di buona volont\u00e0\u00bb: Adesso, di fronte al deterioramento globale dell\u2019ambiente, voglio rivolgermi a ogni persona che abita questo pianeta. Nell\u2019esortazione Evangelii gaudium, ho scritto ai menbri della Chiesa per mobilitare un processo di riforma missionaria ancora da compiere. In questa Enciclica verr\u00e0 cercato un dialogo con tutti riguardo alla nostra casa comune.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>San Francesco d\u2019Assisi<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa Enciclica c\u2019\u00e8 un esempio bello e motivante. Ho preso il suo nome come guida e come ispirazione nel momento della mia elezione a vescovo di Roma. Credo che Francesco sia l\u2019esempio per eccellenza della cura per ci\u00f2 che \u00e8 debole e di una ecologia integrale, vissuta con gioia e autenticit\u00e0. \u00c8 il santo patrono di quelli che studiano e lavorano nel campo dell\u2019ecologia, amato anche da molti che non sono cristiani. Egli manifest\u00f2 un\u2019attenzione particolare verso la creazione di Dio e verso i pi\u00f9 poveri e abbandonati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Amava ed era amato per la sua gioia, per la sua dedizione generosa, il suo cuore universale. Era un mistico e un pellegrino che viveva con semplicit\u00e0 e in una meravigliosa armonia con Dio, con gli altri, con la natura e con se stesso. In lui si riscontra fino a che punto sono inseparabili la preoccupazione per la natura, la giustizia verso i poveri, l\u2019impegno nella societ\u00e0 e la pace interiore. La sua testimonianza ci mostra anche che l\u2019ecologia integrale richiede apertura verso categorie che trascendono il linguaggio delle scienze esatte o della biologia e ci collegano con l\u2019assenza dell\u2019umano. Cos\u00ec come succede quando ci innamoriamo di una persona, ogni volta che Francesco guardava il sole,la luna, gli animali pi\u00f9 piccoli la sua reazione era cantare, coinvolgendo nella sua lode tutte le altre creature. Egli entrava in comunicazione con tutto il creato, e predicava persino ai fiori e \u00abli invitava a lodare e amare Iddio, come essere dotati di ragione\u00bb. La sua reazione era molto pi\u00f9 che un apprezzamento intellettuale o un calcolo economico, perch\u00e9 per lui qualsiasi crestura era una sorella, unita a lui con vincoli di affetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questo si sentiva chiamato a prendersi cura di tutto ci\u00f2 che esiste. Il suo discepolo san Bonaventura narrava che lui, \u00abconsiderando che tutte le cose hanno un\u2019origine comune, si sentiva ricolmo di piet\u00e0 ancora maggiore e chiamava le creature, per quanto piccole, con il nome di fratello o sorella\u00bb. Questa convinzione non pu\u00f2 essere disprezzata come un romanticismo irrazionale, perch\u00e9 influisce sulle scelte che determinano il nostro comportamento. Se noi ci accostiamo alla natura e all\u2019ambiente senza questa apertura allo stupore e alla meraviglia, se non parliamo pi\u00f9 il linguaggio della fraternit\u00e0 e della bellezza nella nostra relazione con il mondo, i nostri atteggiamenti saranno quelli dl dominatore, del consumatore o del mero sfruttatore delle risorse naturali, incapace di porre un limite ai suoi interessi immediati. Viceversa, se noi ci sentiamo intimamente uniti a tutto ci\u00f2 che esiste, la sobriet\u00e0 e la cura scaturiamo in maniera spontanea. La povert\u00e0 e l\u2019austerit\u00e0 di san Francesco non erano un ascetismo solamente esteriore, ma qualcosa di pi\u00f9 radicale: una rinuncia a fare della realt\u00e0 un semplice oggetto di uso e di dominio. D\u2019altra parte, san Francesco, fedele alla Scrittura, ci propone di riconoscere la natura come uno splendido libro nel quale Dio ci parla e ci trasmette qualcosa della sua bellezza e della sua bont\u00e0: \u00abDifatti dalla grandezza e dalla bellezza delle creature per analogia si contempla il loro autore\u00bb (Sap 13,5) e \u00abe la sua eterna potenza e divinit\u00e0 vengono contemplate e comprese dalla creazione del mondo attraverso le opere da lui compiute\u00bb (Rm 1,20). Per questo chiedeva che nel convento si lasciasse sempre una parte dell\u2019orto non coltivata, perch\u00e9 vi crescessero le erbe salvatiche, in modo che quanti le avrebbero ammirate potessero elavare il pensiero a Dio, autore di tanta bellezza. Il mondo \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 che un problema da risolvere, \u00e8 un mistero gaudioso che contempliamo nella letizia e nella lode.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La madre terra \u201cLaudato s\u00ec, mi Signore\u201d, cantava san Francesco d\u2019Assisi. In questo bel cantico si ricordava che la nostra casa comune \u00e8\u00a0 anche come una sorella, con la quale condividiamo l\u2019esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia: \u201cLaudato si, mi Signore, per sora nostra matre Terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba\u201d. Questa sorella protesta per il male che le provochiamo, a causa dell\u2019uso irresponsabile e dell\u2019abuso dei beni che Dioha posto in lei. 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