{"id":2231,"date":"2016-11-04T16:28:10","date_gmt":"2016-11-04T16:28:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/?p=2231"},"modified":"2016-11-04T16:28:10","modified_gmt":"2016-11-04T16:28:10","slug":"santa-elisabetta-della-trinita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/?p=2231","title":{"rendered":"SANTA ELISABETTA DELLA TRINIT\u00c0"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 16 ottobre 2016 papa Francesco canonizza cinque nuovi santi, fra i quali Elisabetta della Trinit\u00e0 (1880-1906), monaca carmelitana francese morta a soli 26 anni, la cui memoria liturgica ricorre il 09 novembre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Una vita ordinaria\u00a0<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Elisabetta (Sabeth) Catez nacque nel 1880 nei pressi di Bourges e presto si trasfer\u00ec con la famiglia a Digione. Bella e intelligente, Sabeth aveva una volont\u00e0 d\u2019acciaio e un carattere impetuoso. La morte improvvisa del padre quando Elisabetta aveva solo sette anni, segn\u00f2 profondamente la piccola, che cominci\u00f2 a \u00abvincersi per amore\u00bb di Ges\u00f9, sul quale aveva riversato tutto il suo affetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1891 ricevette la prima comunione e la cresima e, con la grazia dei sacramenti dell\u2019iniziazione cristiana, ebbe anche una forte esperienza di Dio. In occazione della prima comunione, la priora del Carmelo di Digione le aveva donato un\u2019immaginetta sulla quale spiegava il significato del nome di Elisabetta come \u00abcasa di Dio\u00bb. La bambina ne rimase profondamente colpita: da allora ebbe particolare cura degli ospiti divini presenti in lei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nacque cos\u00ec una relazione d\u2019amore con le tre divine Persone (che la santa chiamava familiarmente \u00abi miei Tre\u00bb), in maniera particolare con il Maestro divino. Per il resto, Elisabetta \u00e8 una ragazza normale: ama suonare il pianoforte, fare lunghe passeggiate in montagana e ha delle amicizie molto profonde, che coltiver\u00e0 anche da monaca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A quattordici anni avvert\u00ec con chiarezza la chiamata alla vita religiosa, ma pot\u00e8 seguirla solo sette anni dopo, divenuta maggiorenne e vinta la stenua opposizione della mamma, che sognava per lei una brillante carriera da musicista. Il 02 agosto 1901 la giovane entr\u00f2 nel Carmelo di Digione, dove assense il nome di Elisabetta della Trinit\u00e0, emettendo i voti l\u201911 gennaio 1903. Colpita dal morbo di Addison, mor\u00ec dopo una durissima agonia, il 09 novembre 1906.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Un\u2019esistenza teologica<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La grandezza della nuova santa non va cercata in opere o gesti straordinari: la sua vita, prima e dopo la consacrazione religiosa, \u00e8 stata all\u2019insegna dell\u2019ordinariet\u00e0. Ci\u00f2 che \u00e8 stato realmente straordinario, invece, \u00e8 quanto la Trinit\u00e0 ha operato in lei, portandola a quella che il teologo carmelitano Antonio M. Sicari ha definito una \u00abesistenza teologica\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli scritti di Elisabetta hanno carattere privato: tante lettere, pochi appunti personali, e i due Ritiri (tracce di meditazione quotidiana) scritti nel 1906, uno su richiesta della propria, l\u2019altro come ultimo dono per la sorella Guite (Margherita). In questi testi canta la vita della santa, che vi trasfonde la sua esperienza mistica con molta semplicit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal giorno della prima comunione ella era via via cresciuta nella profondit\u00e0 di un\u2019esistenza sempre pi\u00f9 coinvolta nel mistero della Trinit\u00e0 che abita in noi per assorbirci nel suo motto, che proponeva anche alle sue sorelle spirituali. Tale mistero, realt\u00e0 in ogni battezzato, \u00e8 l\u2019asse che orienta la vita spirituale della mistica di Digione. L\u2019essere dimora della Trinit\u00e0 fu, per suor Elisabetta, la scoperta del \u00abcielo sulla terra\u00bb, soprattutto negli anni di vita religiosa. Questo piuttosto l\u2019inizio del suo calvario ma per la presenza di Dio stesso nell\u2019anima, che costituiva la sua pace profonda, anche nella notte oscura dell\u2019anima. Nei primi anni al Carmelo Elisabetta riscopr\u00ec il mistero della presenza di Cristo in s\u00e9 e prese come programma di vita l\u2019immedesimazione con i sentimenti del Maestro divino (cf Fil 2,5). Questo fu il gradino per un passaggio successivo al quale il Signore la preparava, con la scorta della spiritualit\u00e0 di san Paolo, attraverso la lettura e l\u2019assimilazione delle lettere dell\u2019Apostolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>La vita come liturgia di lode<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1904, mentre la malattia comincia a manfestarsi in tutta la sua gravit\u00e0, suor Elisabetta rimane folgorata dall\u2019espressione paolina \u00abperch\u00e9 noi fossimo a lode della sua gloria\u00bb (Ef 1,12) e comprende che la vocazione e missione di ogni uomo e donna \u00e8 di essere \u00abl\u2019incessante lode di gloria delle Sue adorabili perfezioni\u00bb (Elisabetta della Trinit\u00e0 Ultimo Ritiro).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre scopre, in Rm 8,29-30, di essere predestinata d Dio, per amore, a essere conforme all\u2019immagine del Figlio anzitutto nella sofferenza, per esserlo poi nella gloria. Questi duepilastri sono la struttura della sua vita spirituale e faranno giungere a maturazione la sua mistica trinitaria. Da allora in poi firmer\u00e0 spesso le sue lettere con \u00abLaudem gloriae\u00bb, che la stessa santa indica come il suo \u00abnome nuovo nel cielo\u00bb (lettera del settembre 1906 a Francesca de Sourdon). In questa intuizione possiamo rintracciare un suo tratto particolare: l\u2019essere \u00aba lode della sua gloria\u00bb trasforma tuta la vita un\u2019incessante litugia di offerta, di intercessione, di lode, di supplica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Illuminata da Dio, Elisabetta comprende come l\u2019esperienza stessa della sofferenza non sia altro che una forma di comunione alla croce, diventando per Cristo \u00abumanit\u00e0 aggiunta in cui Egli possa realizzare tutto il suo mistero\u00bb (cf \u00abElevazione alla Santissima Trinita\u00bb), per essere configurata al Maestro divino e giungere a poter dire con Paolo: \u00abSono stato crocifisso con Cristo, e non vivo pi\u00f9 io, ma Cristo vive in me. E questa vita, che io vivo nel corpo, lavivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha consegnato se stesso pe me\u00bb (Gal 2,19-20).<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><b>ANNAMARIA PASSIATORE<\/b><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 16 ottobre 2016 papa Francesco canonizza cinque nuovi santi, fra i quali Elisabetta della Trinit\u00e0 (1880-1906), monaca carmelitana francese morta a soli 26 anni, la cui memoria liturgica ricorre il 09 novembre. Una vita ordinaria\u00a0 Elisabetta (Sabeth) Catez nacque nel 1880 nei pressi di Bourges e presto si trasfer\u00ec con la famiglia a Digione. Bella e intelligente, Sabeth aveva una volont\u00e0 d\u2019acciaio e un carattere impetuoso. La morte improvvisa del padre quando Elisabetta aveva solo sette anni, segn\u00f2 profondamente la piccola, che cominci\u00f2 a \u00abvincersi per amore\u00bb di Ges\u00f9, sul quale aveva riversato tutto il suo affetto. 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