{"id":2065,"date":"2016-08-22T15:19:48","date_gmt":"2016-08-22T15:19:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/?p=2065"},"modified":"2016-08-22T15:19:48","modified_gmt":"2016-08-22T15:19:48","slug":"omaggio-alla-santa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/?p=2065","title":{"rendered":"OMAGGIO ALLA SANTA\u00a0"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Ieri salimmo sul monte Pellegrino per rendere omaggio a S. Rosalia e per ringraziarla della variet\u00e0 degli svaghi procuratici. Si tratta di una delle pi\u00f9 faticose escursioni fatte in vita mia. La montagna \u00e8 altissima ed eccezionalmente erta la strada che vi conduce \u00e8 chiamata con nome molto appropriato: la Scala. Prima della scoperta di S. Rosalia era ritenuta inaccessibile, ma ora con grandi spese venne costruita una strada che taglia i precipizi. Trovammo la santa giacente nella sua grotta, nell&#8217;attitudine in cui sarebbe stata scoperta: col capo dolcemente reclinato sulla mano e con davanti un crocifisso. C&#8217;\u00e8 pure una statua di marmo bianchissimo e di squisita fattura; \u00e8 collocata nell&#8217;interno della caverna, nello stesso punto ove spir\u00f2 S. Rosalia, e rappresenta una piacente fanciulla di circa 15 anni in devoto atteggiamento. L&#8217;artista trov\u00f2 modo di infondere in questa bellissima statua un&#8217;espressione di estrema commozione. Mai in vita mia vidi una scultura che m&#8217;impressionasse di pi\u00f9 e non mi sorprende che si sia cattivata i cuori del popolo. \u00c8 rivestito di un abito in oro battuto ed adorna di preziosi gioielli. La caverna \u00e8 estremamente umida e la povera e piccola santa deve avere avuto un ricovero ben freddo e ben squallido. Attorno alla caverna \u00e8 costruita una chiesa; dei custodi stanno a guardia delle preziose reliquie e ricevono le offerte dei pellegrini. In un antro del monte Quisquina, a grande distanza da questa montagna, venne trovata un&#8217;iscrizione scolpita dalla mano di S. Rosalia stessa. Si dice che disturbata nel suo ritiro essa si rifugiasse sul monte Pellegrino, pi\u00f9 isolato e meno accessibile. Ecco la copia di tale iscrizione nel latino della piccola e povera santa: &#8220;EGO ROSALIA SINIBALDI QUIS QUINE ET ROSARUM DOMINI FILIA AMORE DEI MEI JESU CHRISTI IN HOC ANTRO HABITARI DECREVI&#8221;. Dopo la fuga di S. Rosalia dall\u2019antro ove fu trovata l\u2019iscrizione, non s\u2019ebbe sentore di lei, sinch\u00e8, circa cinquecento anni dopo, le sue ossa furono trovate in questo posto. La vista della vetta del monte Pellegrino \u00e8 bella ed estesa. Nelle giornate serene si scorgono varie isole dell\u2019arcipelago delle Lipari e gran parte del monte Etna che si trova all\u2019estremo opposto della Sicilia. La Bagaria ed il Colle, coperti di numerose ville e di giardini, appaiono bellissimi da lass\u00f9. La citt\u00e0 di Palermo di cui si gode il panorama, dista meno di due miglia dai piedi della montagna. In occasione dell&#8217;illuminazione della citt\u00e0 la gente sale sull&#8217;erta per ammirare il bellissimo effetto, ma noi purtroppo abbiamo tralascia o di farlo. Circa a met\u00e0 della salita si scorgono dei resti di un celebre castello e gli autori siciliani fanno risalire le sue origini alla pi\u00f9 remota antichit\u00e0. Il Massa dice che si suppone sia stato costruito durante il regno di Saturno, immediatamente dopo il diluvio, e gi\u00e0 al tempo delle prime guerre puniche era venerato per la sua vetust\u00e0. Venne poi trasformato in fortezza ed \u00e8 menzionato dagli storici greci. Diodoro nel suo 23\u00b0 libro dice che Amilcare lo tenne per tre anni malgrado le forze dei Romani, i quali con un&#8217;armata di quaranta mila uomini invano tentarono di sgomberarlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Credo che il monte Pellegrino sia la migliore posizione per ammirare Palermo. La magnifica citt\u00e0 si adagia all&#8217;estremit\u00e0 di un anfiteatro naturale, formato da alte montagne rocciose, ed il paesaggio che si estende fra la citt\u00e0 e queste montagne \u00e8 uno dei pi\u00f9 ricchi e dei pi\u00f9 belli del mondo. Il complesso appare quale un meraviglioso giardino ricco di alberi fruttiferi di ogni specie, bagnati da chiare fonti e da ruscelletti, che con le loro curve sinuose danno un variato aspetto alla pianura. Per la posizione singolare e la ricchezza del suolo, Palermo \u00e8 stata designata con epiteti adulatori, in ispecie dai poeti che l&#8217;hanno denominata la Conca d&#8217;oro. Venne pure chiamata Aurea Valle, Hortus Sicili\u00e6, ecc.; e per abbracciare tutti questi nomi venne aggiunto il termine di Felix col quale si trova distinta nelle mappe. Molti etimologi affermano che il suo nome originario di Panormus derivi dalla ricchezza di questa vallata, nome che in greco antico significherebbe \u00abtutto un giardino\u00bb\u00a0mentre altri dicono sia inutile cercare delle interpretazioni forzate, ed asseriscono, con maggiore apparenza di plausibilit\u00e0, che fosse chiamata cos\u00ec dall\u2019ampiezza e convenienza dei suoi porti e si menziona che in antico uno di questi si estendesse sino al centro della\u00a0 citt\u00e0. Questa \u00e8 pure la versione di Diodoro: egli dice che si chiamava Panormus perch\u00e9 il suo porto penetrava appunto nelle parti interne della citt\u00e0. \u201cPanormus\u201d, in greco, significa tutto un porto, e Procopio nella sua storia delle guerre dei Goti assicura che al tempo di Belisario il porto era abbastanza profondo da permettere a questo generale di spingere le navi sino alle mura della citt\u00e0. Oggi il nome non corrisponde pi\u00f9 cos\u00ec bene come allora. Questi porti furono quasi totalmente distrutti e interrati, io credo, in seguito ai violenti torrenti che calano dalle montagne circostanti che altre volte distrussero gran parte della citt\u00e0. Il Fazello parla di un&#8217;inondazione di cui fu testimonio oculare, prodotta dalle acque discese dai monti con tanta veemenza da far credere che la citt\u00e0 sarebbe stata spazzata via. Vennero abbattute le mura vicino al palazzo reale e divelta ogni cosa che si opponeva al passaggio delle acque, furono distrutti conventi, chiese e duemila case, affogarono tre mila persone. Le macerie trasportate in mare da un tale torrente sarebbero sufficienti per interrare un piccolo porto, sicch\u00e9 non ci sorprende che il porto capace, tanto celebrato, non esista pi\u00f9. Si ritiene generalmente che, dopo Camaseno, Palermo sia la pi\u00f9 antica citt\u00e0 dell&#8217;isola.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ieri salimmo sul monte Pellegrino per rendere omaggio a S. Rosalia e per ringraziarla della variet\u00e0 degli svaghi procuratici. Si tratta di una delle pi\u00f9 faticose escursioni fatte in vita mia. La montagna \u00e8 altissima ed eccezionalmente erta la strada che vi conduce \u00e8 chiamata con nome molto appropriato: la Scala. Prima della scoperta di S. Rosalia era ritenuta inaccessibile, ma ora con grandi spese venne costruita una strada che taglia i precipizi. Trovammo la santa giacente nella sua grotta, nell&#8217;attitudine in cui sarebbe stata scoperta: col capo dolcemente reclinato sulla mano e con davanti un crocifisso. 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