{"id":1949,"date":"2016-06-25T15:24:38","date_gmt":"2016-06-25T15:24:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/?p=1949"},"modified":"2016-06-25T15:24:38","modified_gmt":"2016-06-25T15:24:38","slug":"tutti-i-fiori-dellamore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/?p=1949","title":{"rendered":"TUTTI I FIORI DELL\u2019AMORE"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Esco dalla lettura della nuova Esortazione apostolica Amoris laetitia come se mi fossi inebriato del profumo di un campo fiorito nel mese di maggio che con la festa di Maria di Nazaret e della mamma, lascia nel cuore una struggente riflessione sulla fuga in Egitto. Come la sento tremendamente vicina , ora. Specie davanti a foto crude di filo spinato, di barriere ricostruite al Brennero. Domina negli occhi la paura dei piccoli e la trepidazione dei grandi. Cosi, nella descrizione della fuga in Egitto rivedo un\u2019icona di impostazione bizantina sulle pareti della cappellina dell\u2019episcopio di Locri. L\u2019icona descrive cosi quel viaggio: il bimbo Ges\u00f9 viene portato sulle spalle da un forzuto Giuseppe\u00a0 che guarda avanti, camminando con un passo deciso. Lui sa che occorre tanto coraggio per attraversare le frontiere. Per dare un futuro alla sua famiglia. Dietro a lui cammina Maria. Il piccolo Ges\u00f9 non guarda avanti. Ha paura. Come tutti noi si volge indietro verso Maria. Ne incrocia lo sguardo rassicurante. E solo cos\u00ec ,quel viaggio in terra straniera si fa di sicuro. Dal terreno, infatti sbocciano i fiori come quelli di maggio. Il messaggio \u00e8 chiaro per la famiglia e per la societ\u00e0: il coraggio contro la paura lo troveremo se sapremo mettere insieme la forza di San Giuseppe con la tenerezza rassicurante di Maria. Solo insieme \u00e8 possibile dare ai nostri figli quella speranza che supera ogni barriera creata dalle insidie e dall\u2019opportunismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019Amoris laetitia le immagini fiorite del campo danno forza a ogni iniziativa di comunione. Come a Lesbo i tre grandi patriarchi insieme, attorno ai bimbi immigrati. Roma, Costantinopoli, Atene: uniti dai poveri e non dalla teologia! Scrive il Papa: \u00abPrendiamoci cura, sosteniamoci e stimoliamoci vicendevolmente, e viviamo tutto ci\u00f2 come parte della nostra spiritualit\u00e0 familiare\u00bb, coltivando \u00abil coraggio di sognare con Lui, il coraggio di costruire con Lui, il coraggio di giocarci con Lui questa storia, di costruire un mondo dove nessuno si senta solo\u00bb (N. 321). E allora la famiglia diventa \u00abun pascolo misericordioso\u00bb dove \u00abognuno, con cura, dipinge e scrive nella vita dell\u2019altro\u00bb. Si fa \u00ab\u201dpescatore di uomini\u201d (Lc 5,10) che nel nome di Ges\u00f9 getta le reti (cfr. Lc 5,5) verso gli altri, o un contadino che lavora in quella terra fresca che sono i suoi cari, stimolando il meglio di loro, (\u2026) \u201cperche amare una persona \u00e8 attendere da essa qualcosa di indefinibile, di imprevedibile; \u00e8 (\u2026) offrirle in qualche modo il mezzo per rispondere a questa sua attesa\u201d\u00bb (n.322). Pascolo, terra lago, mare. Luoghi diversi, ma \u00e8 sempre un \u00abgioco a due\u00bb. Tra cielo e terra, tra uomo e donna, tra passato e presente. Vino nuovo ardente, e vino maturato nel tempo. Invecchiato nella fedelt\u00e0, ancora pi\u00f9 fervido, proprio perch\u00e9 nel gioco a due \u00e8 diventato \u00abfermentazione esperienziale\u00bb. Tra passo e sogno. Tra fatica e speranza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da buon trentino, amante delle Dolomiti, ho sempre trovato di immenso valore pedagogico la raccomandazione di Giovanni Paolo II: \u201cmai abbassare le vette, ma accompagnare il passo. Le vette devono restare elevate, affascinanti, capaci di conquistare il nostro cuore. \u00c8 il primo compito della Chiesa e della famiglia in un mondo che tende alla banalizzazione delle cose per un capriccio di libert\u00e0, contrapposta, purtroppo, a una carenza di verit\u00e0. Occorre poi ritornare indietro sui passi dei pi\u00f9 fragili per sostenerne il cammino. Capaci, come comunit\u00e0 cristiana, di sorreggere e di comprendere. \u00c8 questa la visione avvolgente che ci pervade di gioia, di certezza celeste: dal grembo di Maria ai cieli aperti della gloria. Non c\u2019\u00e8 chinarsi spinoso che possa rendere impossibile una salita d\u2019amore. Un perenne gioco a due. Perch\u00e9 ci\u00f2 che li congiunge \u00e8 l\u2019arcobaleno della speranza!<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>CARLO BREGANTINI<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esco dalla lettura della nuova Esortazione apostolica Amoris laetitia come se mi fossi inebriato del profumo di un campo fiorito nel mese di maggio che con la festa di Maria di Nazaret e della mamma, lascia nel cuore una struggente riflessione sulla fuga in Egitto. Come la sento tremendamente vicina , ora. Specie davanti a foto crude di filo spinato, di barriere ricostruite al Brennero. Domina negli occhi la paura dei piccoli e la trepidazione dei grandi. Cosi, nella descrizione della fuga in Egitto rivedo un\u2019icona di impostazione bizantina sulle pareti della cappellina dell\u2019episcopio di Locri. 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