{"id":1928,"date":"2016-06-19T10:19:36","date_gmt":"2016-06-19T10:19:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/?p=1928"},"modified":"2016-06-19T10:19:36","modified_gmt":"2016-06-19T10:19:36","slug":"sotto-il-mantello-la-salvezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/?p=1928","title":{"rendered":"SOTTO IL MANTELLO LA SALVEZZA"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1929 alignleft\" src=\"http:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Piero_Pala_della_misericordia_madonna_della_misericordia.jpg\" alt=\"Piero,_Pala_della_misericordia,_madonna_della_misericordia\" width=\"164\" height=\"248\" srcset=\"https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Piero_Pala_della_misericordia_madonna_della_misericordia.jpg 529w, https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Piero_Pala_della_misericordia_madonna_della_misericordia-198x300.jpg 198w\" sizes=\"(max-width: 164px) 100vw, 164px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le braccia aperte e l\u2019orlo del mantello che scivola tra le dita. La sagoma inponente e l\u2019aiuola di fedeli che alle sue pendici sembrano tante fragili miniature in cerca di riparo.\u00a0<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che porti la corona o l\u2019aureola, che vesta abiti broccati o grossolane tuniche cremisi, la Madonna della Misericordia \u00e8 una delle iconografie pi\u00f9 diffuse e paradosalmente meno conosciute dell\u2019arte sacra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un monito alla fede e un simbolo di fratellanza che, spece in questo anno santo dedicato alla Misercirodia, vale la pena approfondire. Lo si pu\u00f2 fare partendo da Milano, dove il museo diocesano ospita, fino la 20 novembre, una Madonna della Misericordia ritratta da Antonio da Fabriano nel 1470. Prestata dall\u2019istituto Toniolo e fresca di restauro, l\u2019opera dipinta a olio e tempera su tavola nasce in realt\u00e0 come stendardo da esibire durante le processioni sacre. All\u2019epoca, infatti, gonfaloni devozionali, come pure ancone votive e pale d\u2019altare, sono tra le opere d\u2019arte sacre pi\u00f9 gettonate dagli ordini religiosi (Francescani e Domenicani in primis) e dalle confraternite laiche \u2013 che cresciute a macchia d\u2019olio specie in Toscana, Emilia Romagna nelle Marche e Lazio \u2013 vedono nell\u2019iconografia della Vergine ammantata un richiamo alla fratellanza sociale e un sostegno per affrontare carestia e pestilenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco dunque la Vergine maestosa come un albero e solida come la roccia, mentre apre le braccia in segno di accoglienza. Al suo fianco compaiono spesso santi (su tutti, San Sebastiano e San Giuseppe) e nuvole di angeli alati. Pi\u00f9 in basso, a pregare per la salvezza della loro anima: uomini e donne, nobili e volgo compresi i committenti dell\u2019opera. Non c\u2019\u00e8 patrimonio o lignaggio che tenga.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Agli occhi della Sancta Dei Genitrix tutti hanno diritto ad una seconda chance. Perch\u00e9 la Misericordia \u00e8 un bene prezioso che non si compra, ma viene concesso dall\u2019alto. Di questo avviso \u00e8 anche Piero della Francesca, quando nel 1464 \u2013 su commissione della Confraternita della Misericordia di Sansepolcro (AR) \u2013 realizza un grandiso Polittico della Misericordia (23 tavole assemblate a formare una superficie di 168&#215;91 cm), immortalandosi egli stesso tra i supplici. La vivacit\u00e0 cromatica, l\u2019armonia delle forme e il minuzioso studio dei panneggi eseguito dal pittore aretino valgono di certo un viaggio a Forl\u00ec, dove il Polittico, ospite dei Musei San Doemenico rester\u00e0 esposto fino al 26 giugno, nell\u2019ambito della mostra \u201cPiero della Francesca. Indagine su un mito\u201d,\u00a0 salvo poi fare ritorno al museo civico di San Sepolcro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come Antonio da Fabriano e Piero della Francesca, sono tanti gli artisti pi\u00f9 o meno noti che, nel corso dei secoli, si confrontano con l\u2019immagine della Madonna della Misericordia. Pensiamo a Lippo Memmi (la sua Madonna della Miserciordia del 1320 si pu\u00f2 ammirare nel Duomo di Orvieto), Simone Martini (1305-1310, Pinacoteca nazionale di Siena), Domenico Ghirlandaio (1472, chiesa di Ognissanti a Firenze), Luca Signorelli (1490, Museo diocesano di Pienza). Nel 1375 Barnaba da Modena realizza una \u201cversione alternartiva\u201d per la chiesa di Santa Maria dei Servi a Genova.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da semplice coprispalle con cappuccio (il maphorion della tradizione bizantina), il manto della Madonna diventa uno schermo contro i dardi che, scagliati dagli angeli tutt\u2019intorno, si piegano al contatto con la veste sacra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni freccia simboleggia le avversit\u00e0 con cui l\u2019essere umano deve fare i conti. Su tutte, l\u2019epidemia di peste che, tra il XIV e il XV secolo, flagella l\u2019Europa a fasi alterne. Non a caso, nel 1464 e nel 1472 Benedetto Bonfigli firma due Madonna della peste, oggi conservate nella Chiesa di San Francesco al Prato a Perugia e nella chiesa parrocchiale di Corciano (PG).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pittura, ma anche scultura, incisione e miniatura: nel croso dei secoli non c\u2019\u00e8 forma d\u2019arte che resti impassibile al fascino della Madonna della Misericordia. Gi\u00e0 nel Duecento le Vierge au manteau compare sui primi sigilli dei cistercensi, spunta negli inventari e adorna le matricole (documenti giuridici istitutivi di societ\u00e0) sottoforma di capolettera. Basti vedere quella abbozzata da Lando di Antonio in apertura dell\u2019inventario dell\u2019Ospedale della compagnia di Santa Maria delle Laudi (1329), oggi custodita nella Biblioteca dell\u2019Archiginnasio di Bologna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al di l\u00e0 del puro esercizio stilistico, per\u00f2, l\u2019iconografia della Vergine ammantata vanta radici ben pi\u00f9 profonde. Siamo nel X secolo quando la Madonna, apparsa a sant\u2019Andrea il folle nel santuario di Blancherne a Costantinopoli, sormonta col suo coprispalle uno stuolo di fedeli. Quattocento anni dopo \u00e8 la voce di Maria, apparsa stavolta a santa Brigida di Svezia, a confermare il valore del proprio indumento. \u201cIl mio manto ampio e prezioso \u00e8 la mia Misericordia, perch\u00e9 misericordiosa mi rese la Misericordia del mio Figlio. Vieni dunque, figlia mia, e riparati sotto il mio manto\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Madre per eccellenza, la Vergine svolge da sempre nell\u2019immaginario collettivo una funzione protettiva e mediatrice tra uomo e Dio. \u201cCon Maria l\u2019Eterno sposa la storia, nell\u2019alleanza tra l\u2019umano e il divino, fra la terra e il cielo, scrive Paolo Biscottini, direttore del Museo diocesano di Milano, nell\u2019introduzione del catalogo Madonna della Misericordia (Scalpendi editore). Cos\u00ec ci appare come luogo di un mistero profondo, di cui \u00e8 protagonista e testimone\u201d. Ma questo, con buona pace degli studiosi, in fondo lo sapevamo gi\u00e0. L\u2019abbiamo intuito fin da piccoli, ripetendo a memoria una semplice preghierina che, in realt\u00e0, \u00e8 il pi\u00f9 antico troparion mariano. In latino, il breve componimento ritmico (III secolo) suona pi\u00f9 o meno cos\u00ec: \u201cSub tuum praesidium conf\u00f9gimus, Sancta Dei G\u00e9nitrix; \/ nostras deprecation\u00e8s ne despi\u00edcias in necessit\u00e1tibus, \/ sed a periculis cunctis libera nos semper, \/ Virgo glori\u00f2sa ed benedicta\u201d(Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio; non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, ma liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le braccia aperte e l\u2019orlo del mantello che scivola tra le dita. 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