{"id":792,"date":"2016-02-21T09:29:29","date_gmt":"2016-02-21T09:29:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/?page_id=792"},"modified":"2016-02-26T18:36:53","modified_gmt":"2016-02-26T18:36:53","slug":"don-salvatore-governali","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/?page_id=792","title":{"rendered":"Don Salvatore Governali"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1052 alignleft\" src=\"http:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/don-salvatore-governali-161x300.jpg\" alt=\"don salvatore governali\" width=\"210\" height=\"391\" srcset=\"https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/don-salvatore-governali-161x300.jpg 161w, https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/don-salvatore-governali.jpg 392w\" sizes=\"(max-width: 210px) 100vw, 210px\" \/>\u00a0(1890-1935)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nasce a Corleone il 06 novembre del 1890 e viene battezzato nella chiesa madre dal Canonico Antonino Palermo il 21 novembre dello stesso anno. Da Mons. Gaspare Bova Vescovo di Samaria e Vicario Generale dell\u2019Arcidiocesi il 25 maggio del 1899 riceve il\u00a0 sacramento della confermazione ed il 15 settembre del 1900 entra \u201cnell\u2019Istituto dei rossi\u201d, il presemina rio istituto a Corleone dal Benemerito Sac. Lipari Salvatore decano di Corleone dal 18 luglio del 1900 e fino al 1904. Il 23 ottobre del 1907 passa nel seminario maggiore di Monreale e al termine dell\u2019anno scolastico 1911-12 supera la maturit\u00e0 classica con buon rendimento. Il 21 dicembre del 1912 nella Cappella del Palazzo Arcivescovile di Monreale riceve\u00a0 la tonsura e gli ordini minori di ostiario e di lettorato. Diventa accolito l\u201911 gennaio del 1914, diacono il 12 marzo del 1916 e dopo due giorni Sacerdote per l\u2019imposizione delle mani di S.E. Rev.ma Mons. A.A. Intreccialagli Amministratore Apostolico dell\u2019Arcidiocesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sacerdote novello celebra la prima messa, a Corleone nella chiesa di Sant\u2019Agostino. Inizia il suo ministero presbiterale come rettore della chiesa dei Cappuccini e nel 1925 rettore della chiesa di Santa Maria, dove fonda \u201cl\u2019oratorio maschile\u201d ed il circolo di Azione Cattolica \u201cSan Luigi\u201d. Il 22 dicembre del 1929 viene nominato parroco della nuova parrocchia di Sant\u2019Elena e Costantino. Nel 1934 viene colpito da una incurabile malattia e muore il primo marzo del 1935. Don Salvatore Governali \u00e8 stato l\u2019esempio tangibile di come un uomo, frutto della povert\u00e0 storica pu\u00f2 diventare protagonista duraturo della \u201cpovert\u00e0 delle Beatitudini\u201d Corleone che vanta secoli di storia e spesso di emarginazione ha meritato questo Sacerdote accrescendo cosi la schiera di Santi, Beati e Servi di Dio quali San Leoluca, San Bernardo, Fra Girolamo, Madre Maria Teresa Cortimiglia\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Don Salvatore Governali, un sacerdote pieno di Cristo e di umanit\u00e0, che possedeva una doppia capacit\u00e0, da un lato di servizio, di guida, di amicizia e di offerta quotidiana, dall\u2019altro di consenso, di aggregazione, di risposte. Un sacerdote con tanti meriti di fronte a Dio ed alla storia, che ha saputo incarnare ed anticipare il ministero presbiterale del terzo millennio. Padre Governali non appartiene n\u00e9 ad una parrocchia, n\u00e9 ad un quartiere n\u00e9 ad un paese, bens\u00ec all\u2019intera chiesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quel santo sacerdote\u2026. Quel sacerdote santo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Conferenza tenuta dal Dott. Nino Barraco il 22 marzo del 1987 a Corleone. Ritrovarci a parlare di un sacerdote, di pi\u00f9, di un\u00a0 sacerdote santo, cosi come si disse a Corleone quel primo marzo 1935; \u201c \u00c8 morto il santo sacerdote! \u201c significa ritrovarci nel mistero, nell\u2019inesprimibile del mistero, lasciarci interrogare, possedere dal mistero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>1 Mistero<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mistero di ogni uomo. Siamo circondati dal mistero. Viviamo nel mistero. Siamo noi stessi mistero. Chi pu\u00f2 dirci quale sar\u00e0 domani il volo degli uccelli? Chi pu\u00f2 dirci dove affondano le nostre radici? Mistero dell\u2019uomo. Mistero del sacerdote, di ogni pi\u00f9 piccolo sacerdote sulla terra. Si, tu lo conosci, lo chiami per nome, gli sei amico. Eppure, egli \u00e8, egli resta un mistero. Un mistero a se stesso. Chi \u00e8\u00a0 il sacerdote? Paradossalmente, vorrei dire, neppure lui lo sa. Mistero di una chiamata. Mistero di una risposta. Mistero di una realt\u00e0 pi\u00f9 grande. Egli, piccolo, debole, peccatore, chiamato ad annunziare la straripante presenza di Cristo in mezzo a noi, ad essere il protagonista della vertenza dell\u2019essere, a dare ragione della speranza al mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>2 Mistero l\u2019uomo, mistero il sacerdote.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mistero questo sacerdote santo. Siamo davvero grati al dott. Magnano per averci dato questa biografia di don Salvatore Governali. Una biografia scritta da Mangano per amore. Amore alla Chiesa. Amore alla citt\u00e0 di Corleone. Amore al futuro. Amore alla Chiesa. Questa Chiesa di Monreale che ha avuto, a partire dell\u2019inizio del secolo, una stagione felicissima del suo presbiterio: Mons. Giovanni Bacile a Bisacquino, Mons. Tommaso Mannino a Carini, Don Salvatore Governali a Corleone. Una Chiesa, polo di cultura umanistica, filosofica, teologica, di esperienza ecclesiale, pastorale, di notevole riferimento. Amore a questa citt\u00e0 di Corleone. Crocevia di una meridionalit\u00e0, di bisogni di tensioni ma anche di servizio, di santit\u00e0. Una sanit\u00e0 espressa da un San Leoluca, da un San Bernardo, da una Madre Teresa Cortimiglia, da un fra Girolamo, da un don Salvatore Governali. Amore al futuro. La fatica di Mangano assicura alla storia quello che la fretta del nostro correre ci farebbe dimenticare, ingiustamente e troppo presto. Egli fa storia, memoria, ma la memoria storica di Mangano \u00e8 apertura al futuro, \u00e8 missionariet\u00e0 di progetto, \u00e8 passione profetica per il domani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>3 Un domani di cui il mistero di Don Governali costituisce segno, immagine, parabola, novit\u00e0 di Chiesa.\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Egli \u00e8 pastore del suo gregge. Ma sa di dover restare uno con il suo popolo. Egli \u00e8 maestro come i santi. Ma ha l\u2019umilt\u00e0 dei santi. Egli \u00e8 resurrezione per quanti lo accostano. Ma rimane l\u2019uomo solidale con i dolori della sua gente, con la croce di chi soffre. Egli \u00e8 l\u2019uomo mandato da Dio, inviato da Dio, per costruire la sua chiesa la \u00abplantatio ecclesiae\u00bb con lo zelo, il cuore profetico degli uomini biblici. L\u2019autore sottolinea un parallelo sorprendente. Come Francesco a San Damiano, cosi don Governali ripara, \u00e8 chiamato a ricostruire la Casa del Signore. Ecco la chiesa dell\u2019ex convento dei Cappuccini, che Don Governali trasforma in un centro palpitante di vita e di spiritualit\u00e0. Il Terz\u2019Ordine Francescano attesta, ancora oggi, la lunga, paziente, amorosa attivit\u00e0 di questo novello sacerdote. Ma non soltanto la Chiesa dell\u2019ex convento dei cappuccini. Egli sembra inviato da Dio l\u00e0 dove c\u2019\u00e8 una Chiesa da riparare. E cos\u00ec, solleva da uno stato di degrado e di abbandono un\u2019altra Chiesa, la Chiesa di S. Maria di Ges\u00f9, dove riparare non basta. C\u2019\u00e8 bisogno di gente, di vita, di Cristo. E le campane suonano alleluia. E alle funi di queste campane si aggrappano i giovani. I giovani di Azione Cattolica, dell\u2019Oratorio, del Circolo S. Luigi, gli Esploratori. Egli come \u00e8 stato testimoniato \u00abvuole salvare la giovent\u00f9 di Corleone\u00bb. Egli sacrifica anche il viaggio in America per questi giovani. E ci sar\u00e0, poi, la parrocchia di S. Elena e Costantino, la \u00abpupilla dei suoi occhi\u00bb. Si domanda Mangano: \u00ab Cristo si \u00e8 fermato alle porte di Corleone, oppure vi \u00e8 penetrato fortemente, per mezzo di Padre Tot\u00f2?\u00bb. L\u2019asilo per i bambini a sue spese, la carit\u00e0 per i poveri, l\u2019armadio dei bisognosi. \u00c8 sempre lui, gracile, due occhi profondi e vivaci. Alla ricerca dei deboli, degli ultimi, per incominciare dagli ultimi. \u00c8 la sua appartenenza ai fratelli. Quando si moriva di povert\u00e0 e di pidocchi. Ma \u00e8 una appartenenza ai fratelli che esprime la sua appartenenza totale, radicale, a Cristo. La sua intimit\u00e0 profonda in Lui. La vita di don Governali \u00e8: una vocazione all\u2019altare, in unione adorante con Cristo, una povert\u00e0 vissuta sulla linea delle Beatitudini, un ministero sacerdotale ribattuto sui chiodi del Crocifisso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>4 Una vocazione all\u2019altare.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dicono le testimonianze: \u00abEgli celebrava la S. Messa senza fretta, assorto nel Signore, specialmente durante il momento della consacrazione, sempre commosso, e spesso si vedeva piangere\u00bb. Senza fretta, assorto e commosso. Certo! Siamo noi che abbiamo trasformato l\u2019Eucarestia in una liturgia di abitudine. Una liturgia che non passa pi\u00f9 per il cuore. Una liturgia meccanica, fredda, cerebrale, cosistica. Ricordo sempre l\u2019esclamazione di quell\u2019uomo senza fede, che, dopo aver incontrato il Curato d\u2019Ars, confessa: \u00abho visto Dio in un uomo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>5 Una povert\u00e0 di Beatitudine.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Don Governali \u00e8 povero. \u00c8 una testimonianza preconciliare di una chiesa povera. Quando a sera tardi, arriva a casa, \u00ab deve rifare il letto, fatto di un materasso che poggia su di un piano di legno pieghevole e ribaltabile, su cavalletti di ferro\u00bb. \u00c8 povero. Ma la sua povert\u00e0 \u00e8 ricchezza di Cristo che annunzia, che comunica a tutti, agli ammalati soprattutto. \u00c8 pace che stabilisce nelle famiglie. \u00c8 servizio, guida, aggregazione, capacit\u00e0 di fare cultura, di suscitare fede. \u00c8 serenit\u00e0, soccorso, dolcezza per tutti: \u00ab io sono il Parroco, e questo nome racchiude tanta paternit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>6 Un ministero sacerdotale in croce.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mangano sottolinea giustamente la dimensione oblativa della vita di don Governali. La predicazione di questo sacerdote \u00e8 Cristo. E Cristo Crocifisso. Anche qui, una provocazione, certamente, per questo nostro tempo. Un tempo che ha rifiutato la croce, il sacrificio, che ha proclamato il pi\u00f9 pernicioso, assoluto, diritto alla felicit\u00e0. Un tempo che crolla ogni giorno, per essenza di coraggio, di tensione, per debolezza di mente. Don Governali torna, a sera, stanco. E legge e prega davanti al suo Crocifisso. Si alza alle sei del mattino, perch\u00e9, prima della Messa, deve visitare qualche ammalato, carne di Cristo sull\u2019altare di ogni giorno. Egli stesso si distende sulla croce. Ostia per tutti. Con amore. Con confidenza nella volont\u00e0 amabilissima di Dio. Con grande purezza, quella purezza che era innocenza del sorriso, serenit\u00e0 dell\u2019anima, mistero di tutta la sua persona. Aveva scritto \u00abcomprendo bene che quello del parroco non \u00e8 un mestiere n\u00e9 una professione, ma un apostolato\u00bb. Un apostolato in croce. Egli che teneva stretto al suo corpo, come attesta il medico curante, il cilicio, strumento di mortificazione, di croce. Egli che, inchiodato a letto da una cardiopatia scompensata, lontano, a Tagliavia, confida: \u00abAccetto tutto come prova. Quello che mi dispiace \u00e8 il non poter celebrare o fare la S. Comunione\u00bb. Egli che redime il soffrire come il passaggio obbligato della Pasqua. E come Pasqua, come festa, vuole il viatico in quella mezzanotte di febbraio. E che tutti tengano la candela accesa in mano!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>7 Disse, allora, l\u2019Arcivescovo di Monreale: \u00ab Con il Parroco Salvatore Governali scompare una delle figure sacerdotali pi\u00f9 nobili dell\u2019Arcidiocesi\u00bb.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una vita che appartiene al\u00a0 cuore della Chiesa, alla citt\u00e0 di Corleone, al futuro della storia. Una vita che ci interpella, che ci provoca, che misura la nostra responsabilit\u00e0 di oggi. Si, abbiamo bisogno di profeti che sappiano testimoniare:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">la povert\u00e0 del viaggio<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">il coraggio della croce<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">la sfida dell\u2019amore<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">il rischio della speranza<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">il futuro dell\u2019aldil\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La povert\u00e0 del viaggio. Certo, ci vuole pazzia per giurare, per lottare, per pensare ad un giorno che non \u00e8 mai esistito. Ci vuole pazzia per rinunziare alla \u00ablogica\u00bb che ha tante buone ragioni, ma che ti impedisce la libert\u00e0 di grandi atti di coraggio. Ci vuole pazzia per dire basta, quando la barca si va riempiendo di tante cose inutili, quando questo cancro dei bisogni offende la misura dei fratelli. Ci vuole pazzia per scegliere una vita in diminuzione, un progetto proporzionato alla provvisoriet\u00e0 del viaggio. Ci vuole pazzia per ritrovarsi nel giorno dei deboli. Ed \u00e8 sofferenza, ed \u00e8 paura. Ma \u00e8 una pazzia obbligata. Il coraggio della croce. Abbiamo tolto ogni sforzo, abbiamo eliminato ogni ostacolo, abbiamo facilitato ogni traguardo, ci siamo educati al permissivo, alle concessioni. Si \u00e8 costruita la cultura, l\u2019elogio \u201cdel pensiero debole\u201d. Oggi ci accorgiamo dei danni incalcolabili, derivati dalle nostre comodit\u00e0. Siamo in preda di tutte le fragilit\u00e0, di tutte le crisi, di tutte le superficialit\u00e0. Senza progetto. Senza legami. Senza durata. Senza decisione. Lo dico, confessando le mie paure, i miei peccati, ma non c\u2019\u00e8 storia della salvezza se non \u00e8 misurata ai bracci della croce. La sfida dell\u2019amore. No, io non penso che siamo alla fine del mondo. Per\u00f2 \u00e8 vero che siamo sotto il morso biblico di tutte le violenze, di tutte le ispirazioni, di tutte le piaghe. Solo l\u2019amore pu\u00f2 salvare il mondo. O amare o scomparire. Il rischio della speranza. Credere che non \u00e8 la fine. Avere occhi grandi. Giurare che l\u2019umanit\u00e0 cammina verso la sua riuscita definitiva. Nonostante tutto. Nonostante tutte le prove contrarie. Saper leggere la speranza nelle tante realt\u00e0 positive, culturali, sociali, pi\u00f9 forti del dubbio, della sfiducia del male. Saper giurare sulla speranza cristiana, Cristo risorto \u00e8 presente in mezzo a noi. Il futuro dell\u2019aldil\u00e0. Abbiamo bisogno di profeti dell\u2019essere del futuro. Profeti che ci parlino del nostro arrivare. Il che significa valutare al massimo questa vita nel tempo, ma senza confonderla come definitiva, senza pretendere di fare sintesi nel prodotto della storia. Essere storicamente impegnati, eppure uomini di contemplazione. Essere annuncio profetico dell\u2019aldil\u00e0, della vocazione definitiva della vita, in continuit\u00e0 con la situazione presente. Il motivo del nostro esistere \u00e8 in questo arrivo. \u00c8 il futuro che ci spiega.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a08 \u00c8 grande dono di Dio ritrovarci questa sera insieme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grande dono poter rifare l\u2019esperienza di quel giorno, quando il popolo, arrivato al cimitero, volle che, ancora una volta, la bara di Don Governali venisse aperta \u00ab per mirare quel sembiante che rifletteva una tranquillit\u00e0 e dolcezza di paradiso\u00bb. Grande dono, per il quale diciamo: grazie o Signore!<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Bibliografia<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>AA.VV. Ricordando Don Salvatore Governali \u2013 Voce del Seminario\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Arcivescovile di Monreale \u2013 Aprile giugno 1987<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0(1890-1935) Nasce a Corleone il 06 novembre del 1890 e viene battezzato nella chiesa madre dal Canonico Antonino Palermo il 21 novembre dello stesso anno. Da Mons. Gaspare Bova Vescovo di Samaria e Vicario Generale dell\u2019Arcidiocesi il 25 maggio del 1899 riceve il\u00a0 sacramento della confermazione ed il 15 settembre del 1900 entra \u201cnell\u2019Istituto dei rossi\u201d, il presemina rio istituto a Corleone dal Benemerito Sac. Lipari Salvatore decano di Corleone dal 18 luglio del 1900 e fino al 1904. 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