{"id":790,"date":"2016-02-21T09:28:13","date_gmt":"2016-02-21T09:28:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/?page_id=790"},"modified":"2016-02-26T18:34:05","modified_gmt":"2016-02-26T18:34:05","slug":"don-ignazio-sgarlata","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/?page_id=790","title":{"rendered":"DON IGNAZIO SGARLATA"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><b><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1045 alignleft\" src=\"http:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/ignazio-sgarlata-227x300.jpg\" alt=\"ignazio sgarlata\" width=\"227\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/ignazio-sgarlata-227x300.jpg 227w, https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/ignazio-sgarlata.jpg 464w\" sizes=\"(max-width: 227px) 100vw, 227px\" \/>\u00a0(1917-1980)<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cQuesto \u00e8 il mio corpo, offerto in sacrificio\u201d. Queste parole sacramentali, con tutta l\u2019audacia che promanadalla Fede e dalla certezza di sperimentare realt\u00e0 interiori, mi si sono formulate dentro l\u2019anima, nel silenzio di quegli istanti di grave smarrimento e di arcana solennit\u00e0 che sono seguiti al momento in cui Don Ignazio Sgarlata cessava di vivere. Erano le ore 12 circa del 17 marzo 1980. Mentre compivano la pietosa opera di rivestirlo, al vedere le sue carni martoriate, ridotte come quelle\u00a0 di Cristo deposto dalla croce, come un autentico Cristo della Piet\u00e0, quelle parole prendevano il senso pieno di vita totalmente sacrificata, come quella di Cristo sacerdote, in offerta al Padre per la redenzione del mondo. Se il sacerdote \u00e8 un altro Cristo, Don Ignazio fu un altro Cristo crocifisso. Gli ultimi lunghi mesi portarono all\u2019atroce compimento il Calvario, che era durato quasi nove anni: diagnosi, interventi, speranze, cure esercizi, riprese, miglioramenti, ricadute, ultimi disperati tentativi\u2026 Una misteriosa e dolorosa volont\u00e0 del Signore si\u00a0 andava chiaramente manifestando: era la fine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Don Ignazio Sgarlata era nato a Chiusa Sclafani il 07 ottobre 1917. Crebbe e fu educato ai valori umani e cristiani della vita da genitori esemplari, di cui serb\u00f2 sempre un ricordo entusiasta. Del pap\u00e0, soprattutto, il signor Domenico, che ebbe sempre vicino nei suoi anni sacerdotali, imit\u00f2 le rare virt\u00f9 di uomo saggio, prudente e giusto e di lui ammirava la grande statura morale: \u201cAppassionato al suo lavoro, attaccasissimo alla famiglia, aveva gusti semplici e sani, non guasti dal \u201cprogresso\u201d. Un galantuomo insomma del buon stampo antico\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Aveva soltanto 19 anni quando perdette la mamma: ne sent\u00ec tutto lo strazio, ma seppe accettare la volont\u00e0 dal Signore adorando gli infiniti disegni di Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Entrato nel Seminario Arcivescovile di Monreale il 30 settembre 1930, vi comp\u00ec tutti gli studi dal Ginnasio al Liceo, al corso Teologico, in preparazione al Sacerdozio, cui si sent\u00ec chiamato fin dai suoi giovani anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 07 giugno 1941 riceveva l\u2019Ordinazione sacerdotale. Periodo bellico, Don Ignazio torn\u00f2 subito a Chiusa Sclafani, dove lavor\u00f2 a fianco dal\u2019Arciprete Mons. Antonino Palmeri per tre anni. Venne poi chiamato a Monreale nel 1944 per insegnare Lettere al Ginnasio e in seguito Letteratura italiana al Liceo e per prendere la direzione della Schola Cantorum del Seminario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 15 giugno 1948 fu nominato Mansionario della Cattedrale e il 1\u00b0 Maggio 1959 fu eletto Canonico del Capitolo Metropolitano di Monreale. Don Ignazio fu sacerdote pienamente e totalmente dedito alla sua missione di ministro della Grazia, maestro della Verit\u00e0 e testimone convinto della Fede nel soprannaturale. A Chiusa Scalafani, dove inizi\u00f2 il suo apostolato sacerdotale, e a Monreale, dove fu Cappellano delle Suore di Sant\u2019Anna e Rettore della chiesa annessa all\u2019Istituto S. Cuore di Ges\u00f9, diede il meglio della sua ricchezza interiore nella predicazione, nelle confessioni, nella guida spirituale, nell\u2019educazione al canto gregoriano e liturgico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono innumerevoli le testimonianze di persone, allora ragazze educate nell\u2019Istituto S. Cuore di Ges\u00f9, o sacerdoti o ex alunni del Seminario o gente che dal suo sacerdozio ricevette tanto bene e i germi di una autentica formazione cristiana, che riconoscono in lui il sacerdote esemplare e il degno ministro di Cristo Salvatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cerc\u00f2 sempre la Verit\u00e0, fino in fondo, per appagare, fin dove possibile, le esigenze del suo intelletto acuto ed insaziabile, ma si dichiar\u00f2 sempre figlio devoto della Chiesa e mai si discost\u00f2 dall\u2019insegnamento ufficiale dei Sommi Pontefici e dei Concili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pur esprimendosi talvolta con la vivacit\u00e0 tipica della sua intelligenza aperta e libera, nella ricerca attenta mantenne inalterata la sua Fede, che era dono dello Spirito ed era sua conquista, raggiungendo un sereno equlibrio che gli creava le certezze di cui viveva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accett\u00f2 e visse la povert\u00e0 sacerdotale senza mai recriminazioni o rivalse e senza la minima ostentazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Visse umilmente nel nascondimento e dinanzi alla pubblicit\u00e0 stava a disagio. Don Ignazio fu un artista. Di ingegno versatile e pronto, originale nelle sue intuizioni, fu geniale in tutte le sue creazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La narrativa, la musica, la poesia, il teatro, l\u2019oratoria erano le vie principali che gli permettevano l\u2019espressione migliore di se stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu scrittore elegante, arguto, agile, brioso di novelle, bozzetti e articoli, che si pubblicarono su \u00abLa buona semente\u00bb, \u00abLa voce del Seminario\u00bb ed altre riviste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La musica in tutta la sua potenza espressiva lo conquist\u00f2 fin dai suoi giovanissimi anni ed ancora seminarista cominci\u00f2 a comporre, scoprendo la sua particolare inclinazione e abilit\u00e0 per la musica lirica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre agli inni, ai mottetti, alle composizioni religiose e liturgiche, \u00e8 degli anni del Seminario il piccolo melodramma \u00abTarcisio\u00bb su libretto suo e del collega D. Antonino Cassata. E poi fu la musica alle liriche di Mons. Giuseppe Petralia e poi i mottetti polifonici su testi sacri e tante altre composizioni, sempre fresche, melodiche, tipiche della sua vena musicale cos\u00ec ricca e gradita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fino alle ultime composizioni vibranti di dolore e di speranza su testi di Giobbe, quando con sforzo e sovraumana energia di volont\u00e0 si rimise al pianoforte a suonare, a comporre, a pregare, a piangere\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu poeta autentico. Sensibile, aperto, amava la natura, i fiori, i bambini, la vita\u2026 Visse di poesia vera, quella fatta di sguardo scrutatore delle realt\u00e0 contingenti e metafisiche, della vita, degli uomini, dei loro sentimenti e dei loro problemi, espressa con le parole crude ed essenziali, tavolta lancinanti, spesso meste e pensose, tante volte dolci e carezzevoli di chi sapeva cogliere, al di l\u00e0 della superficie e delle apparenze delle cose, il senso vero, ed\u00a0 il valore nascosto degli avvenimenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scrisse molte poesie: in esse traluce l\u2019animo del poeta, ingenuo e semplice come un fanciullo, con gli occhi facili all\u2019incanto ed alla meraviglia\u2026 giovane pieno di fiducia e di speranza\u2026 uomo con l\u2019amarezza dell\u2019esperienza dinanzi all\u2019infrangersi dei sogni belli della vita\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu regista esperto di valide filodrammatiche giovanili, dentro e fuori del Seminario, che si esibirono con successo sotto la sua guida.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ottimo parlatore, lo si ascoltava con piacere quando parlava in conferenze, lezioni, omelie, accademie. La sua parola, semplice e ricca, calda e convincente, conquistava tutti, perch\u00e9 trasmetteva pensiero e spingeva alla meditazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Seminario si pu\u00f2 ben dire che fu il luogo, dove Don Ignazio pass\u00f2 la quasi totalit\u00e0 del suo tempo e della sua fatica sacerdotale. E nel Seminario ci lasci\u00f2 il cuore. Dato il suo genio musicale, appena tornato a Monreale, ebbe subito l\u2019incarico di curare la Schola Cantorum del Seminario: ed egli con l\u2019accanimento dell\u2019 \u201dautore\u201d vi profuse le sue migliori energie, impegnandosi con seriet\u00e0 e con estrema, ammirevole pazienza. A principio dell\u2019anno scolastico sceglieva le nuove voci e poi, con certosina opera di casellatura, portava il gruppo a meravigliose esecuzioni corali e polifoniche in Cattedrale e fuori Monreale, tanto da destare la pi\u00f9 viva ammirazione degli ascoltatori. Le \u201cMesse\u201d, i mottetti, il grande \u201cMagnificat\u201d, i responsori, gli inni, le mille composizioni stanno a testimoniare la fervida produzione di un cuore sacerdotale, che, cantando, pregava e metteva a profitto e a beneficio dei fedeli le ricchezze del suo estro musicale religioso. E cammin\u00f2 coi tempi: cambiata la lingua nei testi liturgici, fu tra i primi a musicare una Messa in italiano, che varc\u00f2 felicemente i limiti della Diocesi, eseguita in molte citt\u00e0 del territorio nazionale. Negli ultimi mesi scrisse il testo musicale per i salmi responsoriali di tutto un anno liturgico. Nel Seminario fu anche Direttore Spirituale intorno agli anni \u201950. Sacerdote dotto, di vera vita interiore, concreto e prudente, senza facili illusioni, diceva chiaramente il suo pensiero, guidando con fermezza, educando in profondit\u00e0. Soffrendo assieme al giovane i problemi della crescita e della scoperta del disegno di Dio, dava la certezza che sapeva compatire e camminare assieme. E questo gli procurava tanta gioia sacerdotale. Nel Seminario fu Professore di Lettere Italiane nel Ginnasio-Liceo per lunghissimi anni, formando nella cultura umanistica intere generazioni di sacerdoti e professionisti. Nell\u2019insegnare Letteratura, nel commentare Dante e i classici, fu serio, onesto e leale. Si prepar\u00f2 a fondo, studiando da abile critico confrontando le sue intuizioni originali e i suoi studi con quelli precedentemente fatti da altri, sviscerando autori ed opere, spingendo gli alunni ad una conoscenza diretta, anche se inizialmente guidata, dei singoli scrittori.Faceva gustare con particolare abilit\u00e0 le composizioni dei diversi poeti, presentandoli nella loro interezza di pensiero, e, quando necessario, criticandone le affermazioni, specie se derivanti da filosofie non ortodosse. Mentre estremamente aperta, si mantenne sempre al corrente, anche quando smise di insegnare, di tutto il pensiero contemporaneo, soprattutto in filosofia, teologia e letteratura. Ancora a letto, negli ultimi anni, leggeva recentissimi volumi di studi sociali. Aggiornatissimo, affrontava le questioni trascinando nell\u2019interesse tutti gli alunni, che lo stimavano e lo preferivano ad altri. Rimase sempre legato al Seminario e, finch\u00e8 pot\u00e8, vi ritorn\u00f2 volentieri. Recentemente, pur trasportato a braccia, venne a trascorrervi la giornata del suo onomastico e un incontro festoso con amici ed ex alunni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Chiusa Sclafani, dove lo abbiamo accompagnato, dopo la Messa celebrata nella chiesa di Santa Maria, in corteo scendevano attraverso le strade strette del paese, mentre le note patetiche e tristi della banda musicale esprimevano il dolore e la preghiera di tutti nel silenzio immoto circostante. Le numerose congregazioni precedevano; poi i sacerdoti, poi Lui, Don Ignazio, in lento cammino per l\u2019estrema dimora, e dietro tanti, tanti amici e fedeli. Sollevando lo sguardo, appena fuori le case, all\u2019orizzonte, su un cielo grigio e piovoso, notai, nettamente stagliati in cima a una collina verde, a ridosso del paese, una croce e, poco distante, un albero solitario, Mi sembrarono un segno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni terra \u00e8 un calvario e su ogni calvario \u00e8 piantata una croce. Don Ignazio mi sembrava il crocifisso, schiodato dalla croce della vita e portato al luogo del suo eterno riposo. Ma dal seme sotto terra \u00e8 parola di Cristo vien fuori un arbusto, un albero, capace di ospitare, gli uccelli del cielo e dare i suoi frutti ai passanti. \u00c8 il chicco di frumento che deve morire per portare frutto. Quel triste tramonto di una giornata di dolore, \u00e8 pi\u00f9 ancora il tramonto di una vita sacerdotale, mi si \u00e8 impresso nella memoria con l\u2019immagine sfumata di quella croce e di quell\u2019albero; ma al di l\u00e0 di essi, vedevo il carissimo Padre Sgarlata, sacrificio sul monte, sorgente di bene e di frutti per la Chiesa, libero ormai dal morso della sofferenza, nella infinita pace di Dio, possesso eterno e premio di una vita a Lui pienamente consacrata.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><b>Mons. Francesco Sparacio.<\/b><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>(Da \u201cLa Voce del Seminario\u201d \u00a0<\/em><em>Arcivescovile di Monreale Gennaio Marzo 1980)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0(1917-1980) \u201cQuesto \u00e8 il mio corpo, offerto in sacrificio\u201d. 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