{"id":770,"date":"2016-02-21T09:23:01","date_gmt":"2016-02-21T09:23:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/?page_id=770"},"modified":"2016-02-26T17:22:23","modified_gmt":"2016-02-26T17:22:23","slug":"giovanni-bacile-servo-di-dio","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/?page_id=770","title":{"rendered":"VENERABILE GIOVANNI BACILE SERVO DI DIO"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><b>\u201cS<\/b><b>ERVO<\/b><b> <\/b><b>DI<\/b><b> D<\/b><b>IO<\/b><b> G<\/b><b>IOVANNI<\/b><b> B<\/b><b>ACILE<\/b><b> <\/b><b>PARROCO<\/b><b> <\/b><b>MODERNO<\/b><b>, <\/b><b>PREGA<\/b><b> <\/b><b>PER<\/b><b> <\/b><b>NOI<\/b><b>\u201d.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-921 alignleft\" src=\"http:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/96561.jpg\" alt=\"96561\" width=\"180\" height=\"180\" srcset=\"https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/96561.jpg 180w, https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/96561-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 180px) 100vw, 180px\" \/>Nato a Bisacquino il 12 Agosto 1880, riceve il battesimo il giorno successivo nella Matrice di Bisacquino e a dieci anni la cresima. Rimasto orfano di padre all\u2019et\u00e0 di 8 anni, per le disagiate condizioni economiche in cui versa la famiglia, per guadagnare qualche spicciolo, \u00e8 costretto a fare l\u2019apprendista calzolaio, poi il cameriere. Sin da ragazzo partecipa alle celebrazioni litirgiche e comincia a mostrare segni di vocazione al sacerdozio. Matura la sua vocazione e a 16 anni entra nel Seminario di Monreale; viene ordinato sacerdote il 17 giugno 1905. Viene nominato Rettore della Chiesa del Carmine dove esercita il suo ministero con una dedizione ed uno zelo tali da rendere vivi la chiesa ed il quartiere stesso. Nel 1915 viene chiamato a reggere la Matrice come Vicario Economo e nel 1916, con bolla papale del 28 luglio, viene nominato Arciprete-Decano di Bisacquino. Il 3 settembre viene immesso nel servizio pastorale della parrocchia. Svolge un apostolato intenso: le persone che lo ascoltano nella predicazione, nei dialoghi si accorgono che egli \u00e8 preso dall\u2019amore per il Signore e dall\u2019amore per il prossimo. Per la mancanza di adeguate aule catechistiche promuove la catechesi nelle chiese dei vari quartieri, fonda l\u2019azione cattolica maschile e femminile ed il circolo giovanile cattolico \u201cMaria SS. del Balzo\u201d; d\u00e0 molta importanza alla pastorale familiare e si interessa della crescita umana e cristiana dei giovani; il suo stile pastorale ha come modello il Cristo Buon pastore: \u00e8 aperto al dialogo, tiene buoni rapporti con tutti, \u00e8 l\u2019angelo della pace tra le famiglie in discordia, combatte il malcostume, il turpiloquio, la bestemmia\u2026anzi se sente bestemmiare qualcuno, in piazza o per le strade, lo fa inginocchiare ed insieme al bestemmiatore recita il \u201cDio sia benedetto\u201d. Manifesta un amore di predilezione per i molti poveri del paese, organizza assieme ai quattro cappellani sacramentali una buona assistenza degli ammalati e dei sofferenti. Muore in fama di santit\u00e0. I suoi funerali sono un trionfo. La sua tomba, prima al cimitero e poi, dopo la traslazione dei suoi resti mortali in chiesa madre, \u00e8 meta di continue visite da parte di coloro che vanno a trovarlo per raccomandarsi a lui o per chiedere al Signore qualche grazia per sua intercessione. Il 15 ottobre 1989 inizia il processo storico di canonizzazione sulla vita e le virt\u00f9. Dalle testimonianze pubblicate nel summarium del processo storico diocesano risulta evidentissimo un particolare rapporto del Servo di Dio col Signore. Egli che aveva coronato il suo sogno di diventare sacerdote dopo tanti anni di fatiche e di stenti, \u201cmanifestava apertamente la sua immensa gioia per la scelta fatta e continuamente ringraziava il Signore per averlo chiamato ad essere sacerdote (Summarium pag.32). Egli non ha mai dimenticato che il sacerdote deve ogni giorno configurarsi a Cristo Ges\u00f9, attualizzare il suo stile di vita facendosi quasi sua trasparenza in mezzo al gregge che gli \u00e8 stato affidato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ministero della parola fu da lui esercitato con prevalenza su qualunque altro ministero, compreso quello delle confessioni, al quale pure si dedic\u00f2 con incessante disponibilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mons. Bacile ebbe il dono della parola e di esso si serv\u00ec costantemente e col massimo impegno, sfruttando ogni mezzo e ricercando ogni occasione per predicare il Vangelo, in Chiesa Madre e nelle Chiese filiali dove si recava per qualche celebrazione. \u201cIo ho l\u2019obbligo di spezzare il pane della parola di Dio nel migliore modo a me possibile; se non lo facessi mancherei dinanzi a Dio e dinanzi agli uomini\u2026\u201d(Mons. G. Bacile, Poche parole di presentazione, in \u201cLa Stella di Bisacquino\u201cp.1. gennaio 1931) Non solo nelle omelie ma anche durante la catechesi degli adulti e dei ragazzi, nel circolo cattolico e nei diversi circoli della piazza, nell\u2019unico ospedale del paese \u201ctra i carissimi miei figli ammalati\u201d, nel carcere \u201c tra quei cari fratelli nostri\u201d, nelle famiglie non si stancava di spezzare il pane della parola di Dio: le sue istruzioni erano facili, chiare, pratiche, profondamente sentite, che si ascoltavano con piacere, oltre che con profitto. Quello che diceva con tanto ardore e convinzione era frutto delle sue riflessioni, dello studio e delle letture di riviste e dell\u2019Osservatore romano che gli servivano a tenersi costantemente aggiornato. Una certezza animava, anzi infuocava il servo di Dio: Ges\u00f9, il Figlio di Dio, presente nella Santissima Eucaristia e proprio questa certezza lo ha fatto diventare il cantore della presenza reale di Ges\u00f9 nel sacramento dell\u2019amore. Il suo desiderio pi\u00f9 grande era che le famiglie bisacquinesi diventassero famiglie squisitamente eucaristiche, perch\u00e9 lui era un\u2019anima squisitamente eucaristica. Per questo voleva che nessuno mancasse alla Messa domenicale, invogliava alla Messa quotidiana, alla visita al SS. Sacramento, alla partecipazione delle sante Quarantore e voleva che crescessero sempre pi\u00f9 le \u201dlampade viventi\u201d e che sin da piccoli si facesse parte dei pagetti dell\u2019Eucaristia. Dal modo come celebrava l\u2019Eucaristia si vedeva chiaro che egli parlava con Ges\u00f9 che teneva nelle sue mani, come ad una persona viva. Tutta la sua vita era orientata a Ges\u00f9 Eucaristia. Basta pensare al riuscitissimo Congresso Eucaristico parrocchiale del 1931 voluto dal Padre Decano \u201cper risvegliare l\u2019antico amore dei bisacquinesi verso Ges\u00f9 Eucaristia in quelle famiglie che lo avevano estinto ed aumentarlo in quelle che lo possedevano\u201d. Era visibile in lui, anche nelle espressioni del volto, la verit\u00e0 di quelle parole che concludono il Rosario del SS. Sacramento che si canta ancora durante le Quarantore circolari: \u201cEd impazzennu ogni momentu pi stu Granni Sacramentu, grida cori mentr\u2019a sciatu, viva Ges\u00f9 Sacramentatu\u201d. Parola ed Eucaristia lo coinvolgevano direttamente perch\u00e8, agendo in\u00a0persona Christi, egli aveva la consapevolezza che in lui agiva Cristo. Per questo non poteva non avvertire, in ogni gesto della sua giornata, i segni del Signore risorto presente nella sua persona. Ed era molto bello che la gente, incontrandolo, avvertiva la percezione che le faceva dire \u201cho incontrato il Signore\u201d. Un\u2019altra caratteristica che emerge dalla figura sacerdotale di Mons. Bacile \u00e8 la sua devozione alla Madonna; verso di Essa Mons. Bacile ha avuto una devozione tutta particolare, che sfociava in sentimenti di affetto e di amore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Egli ha saputo guidare e stimolare i bisacquinesi ad una devozione piena di fiducia verso la Regina, la patrona del paese Che dire poi del suo amore per i poveri?\u00a0 In essi ha saputo vedere l\u2019icona del Cristo povero. Egli, che aveva sperimentato cosa significa essere povero per aver vissuto in condizioni economiche assai disagiate, da parroco non ha mai negato neppure l\u2019unica offerta della Messa che aveva in tasca a chi, in sagrestia o nel sagrato della Chiesa Parrocchiale, si presentava a chiedergli l\u2019elemosina per dare da mangiare ai propri figli. Per i poveri egli si \u00e8 prodigato stimolando la generosit\u00e0 dei ricchi, organizzando in periodi particolari il pranzo per loro e invitando i suoi fedeli a ricordarsi dei poveri del \u201c Boccone del Povero\u201d che non raramente soffrivano la fame e il freddo per la rigidit\u00e0 del periodo invernale. Se riceveva un\u2019offerta per aver partecipato ad un funerale, andava in visita presso la famiglia del defunto e restituiva i soldi. (Giuseppe Guarino, Summarium pag.294). La sua casa era sempre aperta a tutti, poveri e ricchi, sapienti ed ignoranti. Egli era, sempre a disposizione dei suoi parrocchiani. I suoi venticinque anni di parrocato nella Matrice di Bisacquino sono stati anni di grazia non solo per la numerosa comunit\u00e0 parrocchiale ma anche per quelle dei paesi vicini. La sua vita era una predicazione incessante della bellezza della propria consacrazione al Signore, una predicazione cui si aggiungeva la proposta, per non dire l\u2019invito, ora tacito, ora espresso ad ascoltare la voce del Signore ed a seguirla. Ed ogni occasione era buona per invitare i genitori a riflettere sul possibile dono che il Signore poteva fare ai loro figli e a favorirne la realizzazione con la preghiera e l\u2019accoglienza generosa. Nel periodo del suo parrocato, dato che le borse di studio fondate dal card. Torres per i seminaristi bisacquinesi erano state ridotte, egli, onde evitare che ci\u00f2 potesse scoraggiare qualche famiglia pi\u00f9 povera che aveva un figlio in Seminario o che pensava di mandarvelo, cominci\u00f2 a celebrare le giornate-pro Seminario che avevano lo scopo non solo di sensibilizzare tutta quanta la comunit\u00e0 circa l\u2019importante problema delle vocazioni e di pregare il Signore della messe perch\u00e9 suscitasse numerose vocazioni nelle famiglie, ma anche di aiutare materialmente i seminaristi pi\u00f9 poveri. La fecondit\u00e0 vocazionale trovava terreno fertile nella sua dedizione incondizionata alla piccola porzione di Chiesa a lui affidata, nello zelo con cui promuoveva le varie attivit\u00e0 parrocchiali, nell\u2019amore per la verit\u00e0 \u201cper cui quello che predicava con cos\u00ec ardente convinzione dal pulpito. I frutti di tanto zelo non tardarono a venire per cui sotto il suo parrocato diventarono sacerdoti diocesani o religiosi o suore parecchi giovani e ragazze del paese. Tra questi tre divennero Vescovi: Mons. G. Petralia, Mons. Pasquale Bacile, Mons. Giovanni Cassata. Per concludere mi servo di un pensiero di Mons. Cataldo Naro, nostro compianto Arcivescovo, che era rimasto affascinato dalla figura sacerdotale di Mons. Bacile: \u201cAbbiamo bisogno di pastori che continuino a celebrare per noi l\u2019Eucaristia e a donarci il perdono sacramentale di Dio, guidino con sapienza le nostre comunit\u00e0 parrocchiali e siano capaci di confrontarsi con le sfide che il nostro tempo pone alla trasmissione della fede\u201d ( Dal messaggio per la giornata del Seminario 2006).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio per questo motivo Mons. Naro chiama Mons. Bacile parroco moderno: egli ha saputo utilizzare tutti quegli strumenti di cui disponeva la societ\u00e0 di quel tempo, la stampa, il teatro ed il cinema, convinto che \u00e8 \u201cun impareggiabile onore per noi lavorare nella sua Chiesa, \u00e8 un privilegio unico essere stati scelti per annunciare il Vangelo dell\u2019amore e della vita ai fratelli lontani per portarli a Cristo Ges\u00f9\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Don Rosario Bacile<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cSERVO DI DIO GIOVANNI BACILE PARROCO MODERNO, PREGA PER NOI\u201d. Nato a Bisacquino il 12 Agosto 1880, riceve il battesimo il giorno successivo nella Matrice di Bisacquino e a dieci anni la cresima. Rimasto orfano di padre all\u2019et\u00e0 di 8 anni, per le disagiate condizioni economiche in cui versa la famiglia, per guadagnare qualche spicciolo, \u00e8 costretto a fare l\u2019apprendista calzolaio, poi il cameriere. Sin da ragazzo partecipa alle celebrazioni litirgiche e comincia a mostrare segni di vocazione al sacerdozio. Matura la sua vocazione e a 16 anni entra nel Seminario di Monreale; viene ordinato sacerdote il 17 giugno 1905. <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/?page_id=770\">Continua a leggere \u2192<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":723,"menu_order":22,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/770"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=770"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/770\/revisions"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/723"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=770"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}