{"id":731,"date":"2016-02-21T09:13:32","date_gmt":"2016-02-21T09:13:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/?page_id=731"},"modified":"2016-02-21T09:13:32","modified_gmt":"2016-02-21T09:13:32","slug":"san-bernardo-da-corleone","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/?page_id=731","title":{"rendered":"SAN BERNARDO DA CORLEONE\u00a0"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>\u201cS<\/b><b>AN<\/b><b> B<\/b><b>ERNARDO<\/b><b> <\/b><b>DA<\/b><b> C<\/b><b>ORLEONE<\/b><b>, <\/b><b>ESEMPIO<\/b><b> <\/b><b>DI<\/b><b> <\/b><b>CONVERSIONE<\/b><b> <\/b><b>CORAGGIOSA<\/b><b>, <\/b><b>PREGA<\/b><b> <\/b><b>PER<\/b><b> <\/b><b>NOI<\/b><b>\u201d.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019antica novena popolare, rivolta al frate cappuccino Bernardo da Corleone, canonizzato da Giovanni Paolo II il 10 giugno 2001, recita: <b><i>\u201cE viva Bernardo Il gran Penitente fu giusto e prudente. Il Cielo acquist\u00f2\u201d<\/i><\/b>, quasi a indicare nella penitenza la caratteristica principale dell\u2019itinerario di santit\u00e0 seguito dal corleonese\u201d. Anche l\u2019inno in onore del santo cappuccino sottolinea l\u2019aspetto penitenziale, richiamando aspetti e momenti biografici: <b><i>\u201cprodigio <\/i><\/b>ammiratissimo,<b><i> di penitenza truce! E un d\u00ec le labbra bruciasi, per fallo d\u2019un suo dire, soffre i pi\u00f9 gravi triboli\u201d.<\/i><\/b> Del resto <b><i>l\u2019oratio<\/i><\/b> della memoria liturgica ha per lungo tempo fissato il clich\u00e8 di un Bernardo da Corleone che ha brillato nella Chiesa grazie alla sua <b><i>admirabili poenitentia<\/i><\/b>. <b><i>Il Responsorio<\/i><\/b> elenca poi i \u201cmiracoli\u201d in cui il santo cappuccino potrebbe far sperimentare la sua intercessione<b><i>:\u201dDello sgravo le molestie, Tabe, febbri, idropisia, Brutte piaghe, tutto involasi, Si rist\u00e0 l\u2019emorragia, Anco i ciechi il lume acquistano, l\u2019Infedel diviene credente, Se dinanzi al suo Deposito, Prega umile e fidente\u201d.<\/i><\/b> L\u2019iconografia del santo cappuccino, appropriandosi di un aspetto parziale della sua biografia, lo ha definitivamente relegato nei territori dell\u2019inimitabile, avallando di fatto uno stallo nella devozione che non \u00e8 mai riuscita a diffondersi capillarmente e a raggiungere, anche solo lentamente, certi fenomeni devozionali, relativi ad altri santi. Eppure l\u2019esperienza di santit\u00e0 vissuta da Bernardo da Corleone abbraccia la totalit\u00e0 della\u00a0 vita cristiana, in una parabola ascendente partita, com\u2019\u00e8 risaputo, dal vissuto dell\u2019animosa civitas, attraverso il servizio costante alla giustizia, difesa anche con le armi, e l\u2019esercizio di una solidariet\u00e0 sociale che attingeva all\u2019imperativo dell\u2019amore cristiano. L\u2019episodio decisivo per la <b><i>\u201cconversione\u201d<\/i><\/b> del giovane Filippo Latino, <b><i>\u201cla prima spada di Sicilia\u201d,<\/i><\/b> in uno dei circa cinquecento frati cappuccini, tanti ne contava la gloriosa Provincia palermitana quando il giovane corleonese varc\u00f2 la soglia del convento del noviziato a Caltanissetta, \u00e8 legato al duello con certo Vito Canino, vero e proprio killer di professione. Fu l\u2019ultima volta in cui nello spadaccino di Corleone <b><i>la caldizza<\/i><\/b> del carattere l\u2019aveva avuta vinta, lasciando sul campo l\u2019orgoglio ferito del rivale. Poi le scelte definitive e senza ritorno, evocate dai biografi che, di volta in volta, hanno voluto semplificare nella fascinazione di uno slogan le vie misteriose e indicibili della santit\u00e0 del cappuccino San Bernardo: <b><i>dalla spada al cilizio, asceta prodigioso, la spada e la croce, l\u2019onore e l\u2019amore.<\/i><\/b> Chiunque si accosti al vissuto biografico di fra Bernardo non pu\u00f2 restare scosso dalla forza travolgente della sua coerenza nel prendere alla lettera le esigenze del vangelo, della regola francescana e delle austere costituzioni dei cappuccini. Come del resto rimane ammirati dalla sintesi armonica raggiunta dal frate\u00a0cappuccino tra impegno ascetico, vita di preghiera, che arrivava a sfiorare l\u2019unione mistica, e immersione totale nell\u2019oggi degli uomini del suo tempo, afflitti da piaghe endemiche come l\u2019ingiustizia, la povert\u00e0 e le malattie. Non era difficile infatti per i contemporanei veder fra Bernardo circonfuso di luce, dopo aver <b><i>\u201cbanchettato lautamente nell\u2019orazione e unione divina\u201d<\/i><\/b> o incontrarlo per le strade \u201d<b><i>con un caldaro sopra li spalli e dari la minestra ai carcerati o alli poverelli\u201d.<\/i><\/b> A quattrocento anni dalla sua nascita (6 febbraio 1605, <b><i>e in questo Anno dell\u2019Eucarestia, fra Bernardo da Corleone<\/i><\/b> \u00e8 una conferma consolante di quel collocare \u201c nel Mistero dell\u2019altare il centro pulsante della comunione e della missione dell\u2019intero popolo cristiano\u201d (Giovanni Paolo II). In un tempo in cui ci si teneva lontani dalla comunione quotidiana, per un qualche residuo di scrupolosit\u00e0 giansenistica, fra Bernardo riceveva tutti i giorni l\u2019Eucarestia e quello era il momento in cui si sentiva \u201ctotalmente unito a Dio\u201d. Si rammaricava quando il venerd\u00ec santo, secondo la liturgia allora vigente, non poteva comunicarsi. Allora, sconsolato, rivolgeva alla sua anima: <b><i>\u201co povera anima, questa malattia resti digiuna del pane degli angeli\u201d.<\/i><\/b> Nell\u2019adorazione eucaristica fra Bernardo non lesinava tempo, anzi gli sembrava di non potere fare a meno\u201d di stare presente con Ges\u00f9 Cristo sacramentato\u201d, convinto com\u2019era che \u201cnon era bene lasciare il santissimo sacramento solo\u201d. Anche il suo saluto richiamava in qualche modo l\u2019Eucarestia:<b><i>\u201dSia lodato il Santissimo Sacramento\u201d<\/i><\/b> che completava spesso con un <b><i>\u201ce viva la Madonna Santissima, concetta senza peccato originale\u201d.<\/i><\/b> Nella chiesa dell\u2019antico convento dei cappuccini di Partinico \u00e8 custodita una tela, opera pregiata attribuita comunemente al pittore palermitano Vincenzo Manno, che raffigura un fra Bernardo luminoso in estasi mentre, comunicato da Ges\u00f9 stesso, sperimenta la gioia dell\u2019amicizia e dell\u2019alleanza con il Signore della vita. Fra Bernardo mor\u00ec a Palermo, nel convento \u2013 infermeria, sito nei paraggi della cattedrale normanna, il 12 gennaio del 1667, coronando un cammino cristianamente impegnato, ricco di fede e di opere, intercedendo per gli uomini e la citt\u00e0 e mostrando loro, nella nudit\u00e0 e povert\u00e0 del Verbo, prospettive d\u2019eternit\u00e0. Una curiosit\u00e0: nello stesso anno 1667 un confratello di fra Bernardo, il letterato Felice (Brandimarte) da Castelvetrano, pubblicava, sempre a Palermo, la sua opera <b><i>Sapientiae tubae scientia<\/i><\/b>, con la quale, lasciandosi ammaliare dal concettismo barocco, screziato di orchismo, insegnava ai giovani cappuccini l\u2019arte sacra del predicare. Un\u2019arte che il santo cappuccino di Corleone aveva appreso direttamente da quel Cristo che un giorno gli aveva detto: \u201cBernardo, il libro delle mie piaghe ti basta!\u201d e che era stato per sempre da lui amato non per scherzo e gridato con la vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Giovanni Spagnolo<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cSAN BERNARDO DA CORLEONE, ESEMPIO DI CONVERSIONE CORAGGIOSA, PREGA PER NOI\u201d. Un\u2019antica novena popolare, rivolta al frate cappuccino Bernardo da Corleone, canonizzato da Giovanni Paolo II il 10 giugno 2001, recita: \u201cE viva Bernardo Il gran Penitente fu giusto e prudente. Il Cielo acquist\u00f2\u201d, quasi a indicare nella penitenza la caratteristica principale dell\u2019itinerario di santit\u00e0 seguito dal corleonese\u201d. Anche l\u2019inno in onore del santo cappuccino sottolinea l\u2019aspetto penitenziale, richiamando aspetti e momenti biografici: \u201cprodigio ammiratissimo, di penitenza truce! E un d\u00ec le labbra bruciasi, per fallo d\u2019un suo dire, soffre i pi\u00f9 gravi triboli\u201d. 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