{"id":729,"date":"2016-02-21T09:13:01","date_gmt":"2016-02-21T09:13:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/?page_id=729"},"modified":"2016-03-04T18:08:21","modified_gmt":"2016-03-04T18:08:21","slug":"san-leoluca","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/?page_id=729","title":{"rendered":"SAN LEOLUCA"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>\u201cS<\/b><b>AN<\/b><b> L<\/b><b>EOLUCA<\/b><b>, <\/b><b>ABATE<\/b><b> <\/b><b>DI<\/b><b> <\/b><b>CONTINUA<\/b><b> <\/b><b>PREGHIERA<\/b><b> <\/b><b>PREGA<\/b><b> <\/b><b>PER<\/b><b> <\/b><b>NOI<\/b><b>\u201d.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1254 alignleft\" src=\"http:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/san-leoluqua-208x300.jpg\" alt=\"san leoluqua\" width=\"208\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/san-leoluqua-208x300.jpg 208w, https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/san-leoluqua.jpg 274w\" sizes=\"(max-width: 208px) 100vw, 208px\" \/>Leoluca nacque nell\u2019anno 815 a Corleone, in provincia di Palermo e di Diocesi di Monreale. I suoi genitori Leone e Tieofisti erano benestanti e religiosi. Vivevano felici anche se desideravano tanto la nascita di un\u2019erede. Dopo anno di preghiera il figlio tanto atteso arriv\u00f2. Lo chiamarono Leone come il padre. I genitori fecero in modo che quel figlio fosse veramente un degno figlio di Dio facendolo crescere in un\u2019atmosfera intensa di religione. D\u2019indole docile, sotto la guida dei genitori Leone cresceva forte e virtuoso. Completati i primi studi, mostrando singolare intelligenza e attitudine, si era dedicato a pascolare gli armenti paterni. Nelle campagne passava il giorno in continua meditazione sulle meraviglie del creato e la grandezza del creatore. A vent\u2019anni, l\u2019uno dopo l\u2019altro, Leone perdeva i genitori e sempre pi\u00f9 la grazia divina plasmava la sua anima per la santit\u00e0. Cos\u00ec lasciati i suoi averi ai poveri si rinchiuse nel convento basiliano di Agira, dove viveva l\u2019abate Filippo. I Basiliani erano dei religiosi che si ispiravano nella loro vita monastica alla regola di San Basilio Magno. L\u2019abate Filippo, a capo del convento di Agira, uomo dallo zelo apostolico per la sua attivit\u00e0 instancabile in mezzo al suo popolo, accolse con affabilit\u00e0 paterna il giovane Leone e dopo un breve periodo di prova gli tos\u00f2 la chioma, lo vest\u00ec dell\u2019abito monacale e gli diede il nome religioso di Luca: da allora fu chiamato Leoluca. Non si sa per quanto tempo Leoluca dimor\u00f2 nel convento di Agira, ma si sa che le scorribande dei Saraceni andarono sempre pi\u00f9 aumentando in intensit\u00e0 e ferocia fino alla completa conquista dell\u2019isola nell\u2019878. In questi frangenti di terrore il giovane Leoluca fu spinto dall\u2019abate Filippo ad abbandonare Agira. Andato a Roma per un breve pellegrinaggio presso le reliquie dei santi apostoli Pietro e Paolo, and\u00f2 in Calabria presso il convento di Vena. Era abate del monastero il monaco Cristoforo che accolse affettuosamente con gli altri fratelli il nuovo venuto Leoluca. A Vena Leoluca rimase sei anni, mostrandosi perfetto di virt\u00f9 e scrupoloso nell\u2019osservanza delle regole. Con l\u2019abate Cristoforo si trasfer\u00ec nel territorio detto \u201cdel Mercurion\u201d dove venne costruito un nuovo convento. Dopo circa dieci anni torn\u00f2 a Vena insieme all\u2019abate Cristoforo. Quest\u2019ultimo non molto tempo dopo mor\u00ec lasciando la gestione del convento a Leoluca che pertanto divenne il nuovo abate del convento. Leoluca si spense il 1\u00b0 Marzo del 915 all\u2019et\u00e0 di cento anni dopo una forte febbre e dopo aver scelto Teodoro come suo successore. Si narra che visse gli ultimi giorni della sua vita in meditazione, digiuni e rapimenti estatici. La notizia della morte rapidamente si diffuse e una gran folla raggiunse il convento; gli storiografi del santo asseriscono che Leoluca \u00e8 stato sepolto a Monteleone nella chiesa di Santa Maria Maggiore. Il Falcone nel suo scritto dice: \u201cLa salma fu deposta nella chiesa di S. Maria in quel luogo dove appunto fu di lui la cella e oggi \u00e8 il Duomo di Monteleone\u201d. Si dice infatti che dietro il Duomo vi fosse un convento basiliano. A Leoluca vengono attribuiti diversi miracoli. Il suo culto \u00e8 molto diffuso sia nel territorio di Corleone che di Vibo Valentia (anticamente chiamata Monteleone). Entrambi i nomi delle due citt\u00e0 sembrano rifarsi al nome del santo. Secondo alcune teorie Corleone deriverebbe da Cor leonis, cio\u00e8 terra di leone cos\u00ec come Monteleone (oggi chiamata Vibo Valentia) deriverebbe da Mons leonis, cio\u00e8 Monte di Leone.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 \u201cSAN LEOLUCA, ABATE DI CONTINUA PREGHIERA PREGA PER NOI\u201d. Leoluca nacque nell\u2019anno 815 a Corleone, in provincia di Palermo e di Diocesi di Monreale. I suoi genitori Leone e Tieofisti erano benestanti e religiosi. Vivevano felici anche se desideravano tanto la nascita di un\u2019erede. Dopo anno di preghiera il figlio tanto atteso arriv\u00f2. Lo chiamarono Leone come il padre. I genitori fecero in modo che quel figlio fosse veramente un degno figlio di Dio facendolo crescere in un\u2019atmosfera intensa di religione. D\u2019indole docile, sotto la guida dei genitori Leone cresceva forte e virtuoso. Completati i primi studi, mostrando singolare <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/?page_id=729\">Continua a leggere \u2192<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":723,"menu_order":2,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/729"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=729"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/729\/revisions"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/723"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=729"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}