{"id":238,"date":"2016-01-30T18:14:06","date_gmt":"2016-01-30T18:14:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/?page_id=238"},"modified":"2016-02-19T17:51:18","modified_gmt":"2016-02-19T17:51:18","slug":"70-della-2-guerra-mondiale-1943-2013","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/?page_id=238","title":{"rendered":"70\u00b0 DELLA 2\u00b0 GUERRA MONDIALE (1943 &#8211; 2013)"},"content":{"rendered":"<p><em>70\u00b0anniversario della Guerra in Sicilia 1943-2013<\/em><\/p>\n<p><strong>Introduzione<\/strong><\/p>\n<p>La comunit\u00e0 cittadina ed ecclesiale di Montelepre, a settant\u2019anni di distanza si prepara a ricordare il prossimo 10 novembre il drammatico evento della esplosione della polveriera di Piano dell\u2019Occhio, in contrada San Nicol\u00f2\u00a0 in cui perdettero la vita ben 18 persone di ogni et\u00e0. La commemorazione vuole essere una occasione di preghiera e di suffragio per quanti sono scomparsi in modo improvviso e tragico e di rinnovata riflessione sul tremendo flagello della guerra. Diceva Papa Pio XII nel radiomessaggio del 24 agosto 1939. \u201cNulla \u00e8 perduto con la pace, tutto pu\u00f2 essere perduto con la guerra\u201d. Nel marzo 2012 \u00e8 stata posta nel cimitero di Montelepre una grande lapide marmorea con i nomi delle vittime e la loro et\u00e0.<\/p>\n<p>Ai piedi di essa \u00e8 stata posta una lampada. Questa lampada simbolicamente \u00e8 il nostro cuore, sta a noi, finch\u00e9 saremo in vita, non spegnerla, perch\u00e9 grande \u00e8 stato il loro sacrificio.<\/p>\n<p>Ripercorriamo ora in modo sintetico gli eventi mondiali e locali partendo dai primi giorni del gennaio del 1943.<\/p>\n<p><strong>SECONDA GUERRA MONDIALE<\/strong><\/p>\n<p>Il 1\u00b0 Settembre 1939 incominci\u00f2 la 2\u00aa guerra mondiale. L\u2019Italia entr\u00f2 in conflitto, luned\u00ec 10 giugno 1940. Questo fu un \u201cconflitto totale\u201d non solo in senso geografico, ma perch\u00e9 coinvolse tutte le realt\u00e0 politiche, sociali degli Stati che erano in guerra, colpendo in modo drammatico e diretto anche le popolazioni civili.<\/p>\n<p>I bombardamenti furono il principale strumento di questo coinvolgimento, in Italia le vittime furono circa 70.000 mila. Loro obiettivo distruggere i centri di comunicazione, le aree industriali, fino ad arrivare al cosiddetto \u201carea-bombing\u201d, il bombardamento a tappeto nel perimetro urbano delle citt\u00e0 nemiche. In questo modo si voleva mettere in ginocchio la popolazione, riempirla di paura ed invogliarla a non appoggiare le scelte del regime fascista.<\/p>\n<p>Nei primi due anni di Guerra (1940-1942) Palermo aveva sub\u00ecto poche incursioni aeree: la prima ad opera dell\u2019aviazione francese avvenne nel pomeriggio del 23 giugno 1940, ed altre successive, eseguite da aerei inglesi provenienti da Malta, che causarono danni ad alcuni edifici.<\/p>\n<p>Sul finire del 1942, a seguito dello sbarco degli eserciti alleati in Africa e in modo particolare in Tunisia, l\u2019aviazione degli alleati bombardava chi portava rifornimenti ai soldati rimasti a presidiare l\u2019Africa del Nord.<\/p>\n<p>Dal gennaio del 1943 con la storica decisione di Casablanca \u201cdell\u2019attacco alla fortezza Europa\u201d i bombardamenti sul territorio siciliano furono continui, gli obiettivi non erano soltanto le fabbriche belliche o i nodi ferroviari o marittimi ma il morale della popolazione civile.<\/p>\n<p>Con il diluvio delle bombe la vita delle persone divent\u00f2 una tragedia\u2026 quei momenti venivano passati dalle persone nei rifugi antiaerei o dagli anziani, nelle stanze a pregare. Le citt\u00e0 prese di mira furono: Palermo, Catania, Messina, Comiso, Gela, Sciacca e Caltanissetta.<\/p>\n<p>Il patrimonio monumentale ed artistico sub\u00ec danni irreparabili. E la prima pesante incursione aerea avvenne, improvvisa, nelle prime ore del pomeriggio del 07 gennaio 1943. Tra i quartieri colpiti quello dove sorgeva l\u2019Istituto delle Figlie della Misericordia e Croce a Santa Chiara vicino la Chiesa di Casa Professa.<\/p>\n<p>In quella circostanza perdettero la vita cinque Suore e nove ragazze; altre gravemente ferite furono trasportate nei vari ospedali della citt\u00e0, quelle che rimasero incolumi si trasferirono al villino della Colonia in Via Evangelista di Blasi\u2026 A Santa Chiara rimase un mucchio di macerie fumanti!<\/p>\n<p>Le altre incursioni avvennero: nella notte del 03 al 04 febbraio; nel pomeriggio del 05 febbraio; la sera del 22 dello stesso mese. E poi la notte tra il 28 febbraio ed il 01 marzo; nella notte tra l\u201911 ed il 12 marzo; altri bombardamenti avvennero il 05 aprile e nei giorni 15,16 e 17 dello stesso mese.<\/p>\n<p>In seguito a questi eventi dei primi mesi del 1943<\/p>\n<p>gravissimi furono i danni sub\u00ecti dalle abitazioni ma soprattutto quelli arrecati al patrimonio monumentale: palazzi, chiese, biblioteche, edifici pubblici distrutti o gravemente danneggiati.<\/p>\n<p>Molte persone, prese dal terrore, abbandonarono la citt\u00e0\u2026 alcune orfanelle e Suore delle Figlie della Misericordia e Croce vennero ad abitare a Montelepre. Il ricordo del bombardamento del 09 maggio 1943 \u00e8 per\u00f2 quello che \u00e8 rimasto pi\u00f9 scolpito nella mente degli abitanti di Palermo che hanno vissuto quella tragica domenica.<\/p>\n<p>Erano le 12:40 per pi\u00f9 di un\u2019ora circa 500 \u201cfortezze volanti\u201d o \u201cbombardieri americani\u201d si avvicendarono nel cielo di Palermo sganciando una quantit\u00e0 rilevante di bombe che portarono distruzione e morte a donne, vecchi, bambini che non avevano nulla a che vedere con la guerra la citt\u00e0 cambi\u00f2\u00a0volto; interi quartieri vennero ridotti a cumuli di macerie; strade, piazze, decine di monumenti perduti per sempre. Tra questi luoghi ricordiamo: la Basilica della Magione, la chiesa di Casa Professa, la chiesa di San Francesco d\u2019Assisi, di Santa Maria della Catena, il monastero di Santa Caterina.<\/p>\n<p>Indiscrivibile il terrore, il pianto disperato dei sopravvissuti, dei volti coperti di polvere, con le braccia e le mani incrostate di terra\u2026 compito dei superstiti fu quello di cercare tra le rovine, disseppellire i morti, allinearli sulle strade in attesa di essere trasportatialtrove. In meno di venti minuti i morti furono pi\u00f9 di 1500 (millecinquecento).<\/p>\n<p>Monreale \u2013 luglio 1943<\/p>\n<p>Lo Sbarco degli Alleati \u2013 LUGLIO 1943<\/p>\n<p>\u201cLe truppe americane sbarcarono sull\u2019isola del sole, sulla spiaggia meridionale della Sicilia, su una vasta area priva di ostacoli naturali, ma ricca di una vegetazione lussureggiante. La guerra invest\u00ec e distrusse gli aranceti, gli ulivi d\u2019argento e i secolari carrubi, i verdi mandorli e i paesi e le citt\u00e0. Fu la gente semplice quella che soffr\u00ec di pi\u00f9, che sperimento gli orrori della guerra; il suo livido alone di distruzione, di dolore e di lutto ed emerse il bisogno di una pace operosa e di una fraternit\u00e0 universale. Aveva scritto Virgilio nell\u2019Eneide (XI canto v. 362): \u201cNulla salus bello: pacem te poscimus omnes\u201d. Non c\u2019\u00e8 salvezza nella guerra; o pace, tutti ti invochiamo.\u201d (Cammarana \u2013 G. Ciriacono \u2013\u00a0Lo sbarco angloamericano in Sicilia\u00a0\u2013 2008)<\/p>\n<p>Nei giorni successivi allo sbarco degli alleati a Gela,\u00a0iniziato il 10 luglio 1943, 73 (settantatre) prigionieri italiani furono brutalmente uccisi a sangue freddo da un plotone della 45\u00aa divisione americana mentre venivano portati dietro la prima linea e precisamente nelle localit\u00e0 di Biscari (oggi Acate) e Comiso. Chi diede l\u2019ordine per il massacro fu George Smith Patton, generale della VII Armata statunitense e comandante della divisione; un militare cinico e disumano, dal linguaggio e dal carattere violento.\u00a0 Dopo la battaglia di El Alamein, in cui si manifest\u00f2 il valore dei soldati italiani, con il sacrificio della \u201cFolgore\u201d, della \u201cPavia\u201d, della \u201cBologna\u201d, della \u201cTrento\u201d, della Brescia\u201d, della \u201cLittorio\u201d, della \u201cAriete\u201d e delle altre unit\u00e0 di combattimento, e termin\u00f2 il sogno di conquistare l\u2019Egitto e la Tunisia che fin\u00ec con la capitolazione delle truppe germaniche e di quelle italiane,\u00a0 Franklin Delano Roosvelt Presidente degli USA e Winston Churcill, Primo Ministro britannico diedero mandato ai capi di Stato Maggiore, il 23 gennaio 1943, nella conferenza di Casablanca, di attaccare la Sicilia.\u00a0 Lo sbarco venne fissato all\u2019alba del 10 luglio. L\u201911, il 12 e il 13 giugno vennero occupate le isole di Pantelleria, Lampedusa e Linosa e iniziarono cos\u00ec i bombardamenti sugli obiettivi militari, sulle citt\u00e0 e sui paesi con lo scopo di abbassare il morale della popolazione dell\u2019isola\u00a0 con una abbondante pioggia di bombe. Oltre a queste gli americani e gli inglesi lanciarono migliaia di volantini invitando la popolazione a non collaborare pi\u00f9 con i fascisti e i tedeschi loro alleati. All\u2019alba del 10 luglio 1943 incominci\u00f2 il cannoneggiamento della costa da parte della navi americane. La reazione delle forze aeree italo-tedesche sembr\u00f2 all\u2019inizio efficace, si rivel\u00f2 poi debole. Infatti non riusc\u00ec a contenere lo sbarco di uomini e di mezzi della VII armata americana. Nelle spiagge di Gela Macconi Scoglitti combatterono con valore la XVIII brigata guidata dal generale Orazio Mariscalco, la divisione tedesca \u201cHermann Goering\u201d guidata dal generale Paul Conrath, la divisione di fanteria \u201cLivorno\u201d guidata dal generale Domenico Chirieleison, la 207\u00aa divisione del generale Otorino Schreiber. La divisione \u201cLivorno\u201d perdette oltre settemila uomini tra soldati ed ufficiali e la divisione Hermann Goering ebbe la met\u00e0 dei suoi carri \u201cTigre\u201d distrutta. La conquista della Sicilia termin\u00f2 il 17 agosto dopo i cruenti combattimenti di Assoro e di Troina.<\/p>\n<p>Corleone \u2013 luglio 1943<\/p>\n<p>L\u2019avanzata delle truppe USA verso PALERMO<\/p>\n<p>La sera del 20 luglio, il generale Guzzoni ordinava la smilitarizzazione delle Madonie e l\u2019arretramento verso Messina per creare uno sbarramento da Santo Stefano di Camastra \u2013 Nicosia sino a Cesar\u00f2. Questo ordine apr\u00ec la strada al Generale Patton verso la conquista di Palermo. Le truppe americane avanzarono da Santo Stefano di Quisquina a Prizzi e poi a Corleone. Da qui di diressero verso San Giuseppe Jato\u2026 Da un articolo pubblicato il 09 agosto da Jack Belden sulla rivista LIFE ricaviamo quanto segue: \u201c\u2026giungemmo nel paese di San Giuseppe. Strane cose stavano avvenendo qui. Una colonna americana di camion cingolati, si era fermata nel mezzo del paese. Dai balconi ragazzi e vecchi gridavano, gesticolavano e sventolavano fazzoletti\u2026 fiori venivano gettati, da giovani donne le quali lanciavano baci e sembrava che tutta la strada fosse in movimento. Nella folla un uomo porgeva recipienti pieni di vino, invitando i soldati a bere. In testa al gruppo di uomini e donne a Giacalone una persona venne incontro ai soldati e grid\u00f2:\u00a0\u201cvoi siete il mio salvatore\u201d. Dietro le coperte c\u2019era una folla di gente malnutrita, povera, che acclamava, gridava, batteva le mani, prima piano e poi in modo chiassoso. Un prete con la stola rossa, passava facendo dei gesti come se stesse benedicendo.\u00a0 Alcuni gettavano sulle camionette cocomeri ed albicocche\u2026 Dappertutto, rumore, trambusto e grida. Attraverso la folla che ci dava il benvenuto una colonna di soldati italiani marciavano su un lato della strada con le braccia alzate sulla testa\u2026 Quei prigionieri guardavano con espressione stupefatta il popolo che acclamava gli invasori ed i conquistatori che fino a pochi minuti prima essi avevano tentato di tenere fuori dal paese. E i soldati italiani, mentre passavano attraverso la folla dei loro connazionali che acclamavano i soldati di un altro paese, si sentirono veramente amareggiati\u201d.<\/p>\n<p>SAN GIUSEPPE JATO \u2013 LUGLIO 1943<\/p>\n<p><strong>BOMBARDAMENTO DI ROMA\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Luned\u00ec 19 luglio 1943, l\u2019aviazione statunitense bombardava Roma. Prima di decidere il raid gli alleati anglo-americani fecero una serie di considerazioni di carattere politico, culturale, militare e religioso. Roma non era un bersaglio secondario, bisognava colpire solo sedi di interesse militare evitando luoghi di importanza storica e religiosa. L\u2019attacco aereo colp\u00ec soprattutto il quartiere San Lorenzo e provoc\u00f2 circa 1800 morti, l\u00ec c\u2019era uno scalo dove avveniva il trasporto delle armi per tutto il Paese. Nelle prime ore di quel giorno, alcuni aerei britannici lanciarono un gran numero di volantini con i quali si preannunciava l\u2019attacco aereo. Nelle ore di preparazione veniva a tutti ricordato che erano lontani dal bersaglio sia il Vaticano che le Basiliche di San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore e San Paolo fuori le mura. Nel giro di quasi sei ore, il 19 luglio, furono sganciate su Roma 9125 bombe di vario calibro da 690 aerei tra quadrimotori e bimotori, per 930,30 tonnellate di esplosivo, che provocarono danni inestimabili al patrimonio storico-religioso della citt\u00e0. Particolarmente colpiti furono il cimitero del Verano e la Basilica di San Lorenzo, uno dei primi edifici a cedere sotto le bombe. Nel cimitero furono dissepolte molte salme e subito dopo sepolte in fosse comuni. Al termine del bombardamento lo scenario era apocalittico, il morale della popolazione era a terra: nel pomeriggio di quello stesso giorno Pio XII visit\u00f2 il quartiere parlando pi\u00f9 con gli occhi e le lacrime che con le parole.<\/p>\n<p>Il 13 agosto Roma sub\u00ec un ulteriore attacco con lo scopo,\u00a0di\u00a0distruggere\u00a0lo scalo\u00a0di\u00a0San Lorenzo.\u00a0Vennero impiegati pi\u00f9\u00a0di 420 aerei che sganciarono altre 2000 bombe.\u00a0Questo secondo\u00a0bombardamento ebbe risonanze mondiali.<\/p>\n<p><strong>L\u2019OCCUPAZIONE DI PALERMO<\/strong><\/p>\n<p>Nella tarda mattinata del 22 luglio, la terza divisione USA si affacci\u00f2 dalle colline che circondavano la citt\u00e0 ed il suo porto. Anche la seconda corazzata, qualche ora dopo, fu pronta ad intervenire. Alle truppe americane si arrese il generale italiano di brigata Giuseppe Molinero e subito dopo offr\u00ec la resa della citt\u00e0. I soldati americani vennero accolti come liberatori. Il Palazzo dei Normanni divent\u00f2 la sede del quartier generale americano, e tra le tante visite si registr\u00f2 quella del vicario generale del Cardinale di Palermo Luigi Lavitrano . La citt\u00e0 apparve nelle sue reali e spaventose\u00a0 condizioni di rovina, di distruzione, di morte.\u00a0 Riportiamo la testimonianza della figlia del Duce, Edda Mussolini, venuta come crocerossina prima dello sbarco anglo-americano. \u201cA Palermo lo spettacolo di desolazione \u00e8 piuttosto forte. La citt\u00e0 vicino al porto \u00e8 particolarmente a terra, alcune della vie principali sono semidistrutte. A parte i morti, ci sono tanti feriti e tutti quelli che hanno perso tutto muoiono di fame e di freddo.\u00a0 Dopo l\u2019incursione del 09 maggio, la popolazione \u00e8 rimasta senza pane per sei giorni, in quanto nessuno dei trecento forni ha funzionato. Manca l\u2019acqua da un mese, i telefoni funzionano a singhiozzo\u2026 nel campo alimentare da mesi non si vede la carne. Necessitano pasta, medicinali, indumenti\u2026 Vi chiedo, per quanto \u00e8 possibile, di inviare roba\u2026 il problema \u00e8 gravissimo e pu\u00f2 diventare catastrofico da un momento all\u2019altro\u2026\u201d.\u00a0 La conquista della Sicilia: una vittoria amara \u00e8 da considerarsi non una impresa significativa realizzata dagli anglo-americani durante la seconda guerra mondiale. Ebbe un sapore amaro sia per il numero elevato dei soldati uccisi, sia per le numerose improvvisazioni per occupare l\u2019isola, in poco tempo.<\/p>\n<p>L\u2019evacuazione italo-tedesca dell\u2019isola, verso il continente non trov\u00f2 grossi ostacoli.<\/p>\n<p>PALERMO \u2013 LUGLIO 1943<\/p>\n<p>Evidenziamo in modo sintetico i fatti principali del luglio 1943<\/p>\n<p>Sbarco delle truppe Anglo-Americane nel Sud della Sicilia tra Capo Passero e Licata;<\/p>\n<p>Sabato 17: gli alleati sorvolano Roma ma non la bombardano;<\/p>\n<p>Luned\u00ec 19: intorno alle 11:00 del mattino Roma viene bombardata;<\/p>\n<p>Mercoled\u00ec 22: le truppe Inglesi e Americane entrano a Palermo;<\/p>\n<p>Sabato 24 e domenica 25: Roma \u2013 Caduta del Regime Fascista;<\/p>\n<p>Il Re Vittorio Emanuele III fa arrestare Benito Mussolini e nomina al suo posto, capo del governo il Generale Pietro Badoglio;<\/p>\n<p>Tra il 26 e il 28 la citt\u00e0 di Amburgo in Germania viene rasa al suolo\u2026 sono circa 50.000 le vittime di questo tremendo raid.<\/p>\n<p>Agosto 1943<\/p>\n<p>Il 04 agosto in contrada Naca-Ricuzzo, poco fuori l\u2019abitato di Montelepre: Francesco Iacona di anni 9 e suo fratello Giovanni di anni 7, figli di Giovan Battista e di Francesca Candela perdettero la vita con una bomba trovata per caso mentre raccoglievano le mandorle in aiuto al loro\u00a0padre.<\/p>\n<p>Nonostante che Mussolini fosse caduto, il fascismo finito, la guerra continuava e sulle grandi citt\u00e0 del Nord ripresero i bombardamenti in quanto l\u2019aviazione alleata aveva il dominio dei cieli\u2026<\/p>\n<p>13 agosto: Bombardamento di Milano e distruzione del Teatro della Scala;\u00a0 Nuovo bombardamento di Roma.<\/p>\n<p>Settembre 1943<\/p>\n<p>A Salvatore Giuliano fermato per controllo da due Carabinieri e da due campestri, gli venne sequestrato del grano che aveva comprato a San Giuseppe Jato. Nel tentativo d recuperare la carta d\u2019identit\u00e0 che era rimasta ai carabinieri, ne fer\u00ec uno in modo grave e dopo aver raggiunto con fatica Montelepre Salvatore Giuliano\u00a0 se ne and\u00f2 a Palermo per farsi curare\u201d E da quel momento divent\u00f2 un latitante. L\u2019indomani 03 settembre, venne firmato a Cassibile (SIRACUSA) l\u2019armistizio fra l\u2019Italia e gli Alleati, che sarebbe poi stato reso noto cinque giorni dopo, l\u201908 settembre. In questo modo l\u2019Italia venne divisa in due.<\/p>\n<p>Roma venne abbandonata dal Re e dal Generale Pietro Badoglio (1871-1956) ed occupata dai Tedeschi\u2026 A piazza del Popolo, a porta Pia, a porta Maggiore stazionavano notte e giorno i carri armati dei Tedeschi. Agli inizi dello stesso mese venne liberato sul Gran Sasso, a Campo Imperatore Benito Mussolini dai Tedeschi e portato nel Nord Italia dove si costitu\u00ec un nuovo governo fascista; la Repubblica Sociale Italiana, a Sal\u00f2, sul lago di Garda. Con il trasferimento di uffici, enti, ministeri, organismi statali e parastatali. Gli Alleati Anglo-Americani salirono verso il Centro-Italia e le condizioni del popolo diventarono disperate\u2026 chi aveva argenteria, ori, lenzuola, biancheria ricamata, orologi, oggetti antichi li vendeva per poter comprare farina, olio, zucchero\u2026 con l\u2019inizio dell\u2019inverno incominci\u00f2 a scarseggiare anche il carbone e per rifornirsene bisognava fare la coda e attendere ore.<\/p>\n<p><strong>10 NOVEMBRE: L\u2019ESPLOSIONE DELLA POLVERIERA<\/strong><\/p>\n<p>Diamo voce alla testimonianza di Vincenzo Purpura su quel tragico evento: \u201cNel 1943 avevo\u00a0 iniziato a frequentare la scuola elementare e, ancora oggi, conservo nella mia mente il ricordo terribile avvenuto il 10 novembre del predetto anno; difatti, nella mattinata si sent\u00ec un fortissimo boato e, subito dopo, il cielo che era sereno, a poco a poco, cominci\u00f2 ad offuscarsi di una coltre di nube densa che diventava sempre pi\u00f9 fitta e soprattutto: acre e maleodorante. Di fronte a questo pauroso evento si lev\u00f2 il grido di dolore dei monteleprini: \u201c\u00c8 esplosa la polveriera di Piano dell\u2019Occhio\u201d. Quella polveriera che non era pi\u00f9 custodita dai militari, divenne abbandonata a se stessa e cominci\u00f2 ad essere il luogo dove la gente che non sapeva cosa e come fare per sopravvivere, inconsapevolmente, andava a cercare tra le cassette di munizioni e quant\u2019altro vi era depositato, alla ricerca di ci\u00f2 che poteva essere a loro utile. E cos\u00ec in quel tragico 10 novembre del 1943, assieme alle centinaia di migliaia di vittime civili della seconda guerra mondiale, a livello nazionale, si aggiunsero, purtroppo, le 18 vittime dei nostri concittadini che oggi, alla distanza di settanta anni di quel tragico fatto di cronaca, li vogliamo ricordare. Auspicando che, fatti dolorosi simili, non avvengano pi\u00f9, non soltanto nel nostro territorio, in Sicilia, in Italia n\u00e8 in qualsiasi altra parte del mondo, affinch\u00e8, in ogni angolo di questo Pianeta erra, possa regnare: la pacifica, civile e democratica convivenza tra tutti i popoli.<\/p>\n<p><strong>ELENCO DELLE PERSONE DECEDUTE IL PER LO SCOPPIO DELLA POLVERIERA IN CONTRADA SAN NICOL\u00d2 E CONFERMATO DAL PRETORE DI CARINI IL 07\/12\/1943.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Anello Antonino\u00a0di Giuseppe e Scadi Maria, di anni 40<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Anello Salvatore\u00a0di Antonino e Garofalo Girolama, di anni 14<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Barone Giovanni\u00a0di Giuseppe e Vassallo Domenica, di anni 22.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Candela Giovan Battista\u00a0di Vincenzo e di Barone Maria, di anni 35<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Cucchiara Salvatore\u00a0di Vito e di Cucchiara Ignazia, di anni 52<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Crisafi Vito\u00a0di Salvatore e di Di Maggio Anna, di anni 20<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Gaglio Antonino\u00a0di Giacomo e di Cucchiara Teresa, di anni 16<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Gaglio Filippo\u00a0di Antonino e di Randazzo Giuseppa, di anni 29<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Gaglio Salvatore\u00a0di Rosario e di Genovese Giuseppa, di anni 33<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Lino Salvatore\u00a0di Fortunato e di Gaglio Rosa, di anni 15<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Palermo Francesco\u00a0di Vincenzo e di Palermo Vincenza, di anni 29<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Palermo Ignazio\u00a0di Vincenzo e di Palermo Vincenza, di anni 16<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Sapienza Vincenzo\u00a0di Vincenzo e di All\u2019ano Giuseppa, di anni 24<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Termini Giuseppe\u00a0di Calogero e di Cannav\u00f2 Rosaria, di anni 35<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Terranova Salvatore\u00a0di Santo e di Maddalena Salamone, di anni 26<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Terranova Santo\u00a0di Vincenzo e di Sapienza Antonia, di anni 12<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Traina Giuseppe\u00a0di Giovanni e di Caruso Rosa, di anni 13<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Traina Vito\u00a0di Giovanni e di Caruso Rosa, di anni 29<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>70\u00b0anniversario della Guerra in Sicilia 1943-2013 Introduzione La comunit\u00e0 cittadina ed ecclesiale di Montelepre, a settant\u2019anni di distanza si prepara a ricordare il prossimo 10 novembre il drammatico evento della esplosione della polveriera di Piano dell\u2019Occhio, in contrada San Nicol\u00f2\u00a0 in cui perdettero la vita ben 18 persone di ogni et\u00e0. La commemorazione vuole essere una occasione di preghiera e di suffragio per quanti sono scomparsi in modo improvviso e tragico e di rinnovata riflessione sul tremendo flagello della guerra. Diceva Papa Pio XII nel radiomessaggio del 24 agosto 1939. \u201cNulla \u00e8 perduto con la pace, tutto pu\u00f2 essere perduto <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/?page_id=238\">Continua a leggere \u2192<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":236,"menu_order":2,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/238"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=238"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/238\/revisions"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/236"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=238"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}