{"id":1218,"date":"2016-03-04T17:47:32","date_gmt":"2016-03-04T17:47:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/?page_id=1218"},"modified":"2016-03-04T17:47:32","modified_gmt":"2016-03-04T17:47:32","slug":"testimonianza","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/?page_id=1218","title":{"rendered":"Testimonianza"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><i>Testimonianza di Vito Randazzo, alunno a Marineo nell\u2019anno scolastico 1956\/57<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu tra i primi padri che conobbi dopo il mio ingresso in collegio. Adesso non \u00e8 pi\u00f9. \u00c8 morto nonostante l\u2019apparente sua florida salute. Sembrava che ne avesse da vendere, ma purtroppo molte volte sorella morte non rispettava le pi\u00f9 sane e prudenti regole della natura. Un malessere, creduto in apparenza leggero, fu per lui letale. Si spense improvvisamente la notte del 7 Marzo del 1963 nel convento di Catania, nel silenzio e in atteggiamento di preghiera. Ignoriamo gli ultimi momenti della sua agonia, n\u00e9 si s\u00e0 certe a causa di che male sia deceduto. Non credo di dire uno sproposito opinando che il Signore abbia voluto premiare la virt\u00f9 nascosta di questo suo fedele servo con una visione e con una santa morte. Il Padre Tocco aveva accanto al letto il campanello che avrebbe potuto suonare in caso di pericolo, ma, stando a quel che dicono i Padri della Comunit\u00e0 di Catania , durante la notte non si ud\u00ec nessun rumore. Credo che questo sia stata la conclusione pi\u00f9 logicamente soprannaturale di una vita che, a giudicare dalle apparenze nulla offr\u00ec mai di straordinario. Eppure sotto le apparenze di un volto sempre ilare, giocondo, di una corporatura pingue, di una affabilit\u00e0 quasi loquace, si nascondevano cilizi e catenelle, che martoriavano quella carne rivestita e coperta di pezza. Pochi erano a conoscenza di queste cose, o che lui abitualmente dormisse sulla nuda tavola. Il M.R.P. Provinciale \u00e8 certo uno di questi pochi che dopo la morte del nostro carissimo confratello ebbe a dire con salda convinzione: \u201cUna figura caratteristica quella del Padre Tocco, nella quale le apparenze non lasciavano cogliere immediatamente le ricchezze interiori. Ma a stargli accanto, ad osservarlo, a stuzzicarlo, si scopriva un candore, una semplicit\u00e0, una innocenza purissima che conquistava e lasciava sorpresi e ammirati\u201d. Virt\u00f9 queste che tutti ammiravano nel defunto Padre, ma di cui pochi conoscevano l\u2019intima sorgente. La sua morte ha reso note a tutti queste cose. Tutti coloro che lo conobbero da vicino mentre era in vita, adesso esprimono, come suole la loro morte, esprimono il loro apprezzamento per le virt\u00f9 non comuni di questo infaticabile apostolo. Io, come ho detto, l\u2019ho conosciuto, gli ho parlato: fu mio professore. Alla luce di questi nuovi fatti mi spiego adesso molti atteggiamenti, che mi impressionarono allora in probandato. Lo rivedo col suo \u201cpizzu\u201d irsuto, tagliuzzato, unico prezioso residuo del suo portamento di missionario; col suo aspetto sempre sereno, ilare e gioviale; affabilissimo e pronto a discutere con vivo interesse con tutti: con i pi\u00f9 piccoli e con i grandi. Di una bont\u00e0 e pazienza attraente. Prediligeva particolarmente i pi\u00f9 piccoli di cui scusava sempre le mancanze, perch\u00e9, come spesso ripeteva, non agivano con malizia. Per l\u2019opposto\u00a0 destava la doppiezza e castigava con severit\u00e0 che avesse addotto falsi pretesti per scusarsi di una mancanza commessa. Ricordo un episodio singolarissimo. Un impressione che non potr\u00f2 pi\u00f9 cancellare dal mio animo e a cui ora do senso e spiegazione. Al momento della sua partenza dal collegio di Marineo, in seguito al suo trasferimento, ricordo che una commozione vivissima mi vinse e provai un desiderio irresistibile di stargli ancora vicino, n\u00e8 sapevo quasi rassegnarmi a\u00a0 lasciarlo. Tanto che dovetti quasi reprimere questo sentimento al quanto esagerato e rassegnarmi ad un affettuoso saluto. Allora mi ripromettevo quasi di poterlo in seguito rivedere e vivere con lui in comunit\u00e0. Non volevo confessare questa mia impressione, forse un po\u2019 sentimentale, infantile, per cui anche io oggi ne rido alquanto. Pur tuttavia, nel richiamare la memoria del P. Tocco alla luce dei nuovi fatti, credo di dover dare un senso ed una spiegazione pi\u00f9 che di fanciullesco istinto a quei sentimenti, creduti eccessivi. Certo dovettero essere quelle belle virt\u00f9 che dovettero conquistare il mio animo. Se al dire di uno scrittore, \u201cuna parola pu\u00f2 compendiare una vita\u201d nella vita del P. Tocco, non credo di errare affermando essere questa \u201csemplicit\u00e0\u201d. Semplicit\u00e0 in tutto. Dietro questa rara virt\u00f9 facevano capolino e si consolidavano i tre voti di Povert\u00e0, Ubbidienza, Castit\u00e0, osservati scrupolosamente. Nonostante le apparenze di una vita ordinaria e comune \u201c\u00e8 a tutti noto \u2013 diceva ancora il P. Provinciale \u2013 con quale spirito\u2026\u201d La semplicit\u00e0 lo portava ad esser puro, a parlare come un fanciullo, tanto da meravigliare quei che lo ascoltavano, per la ingenuit\u00e0 infantile delle sue proposizioni. Non accenno al ventennio delle sue fatiche missionarie, per non dilungarmi. Si giudichi unicamente l\u2019instancabilit\u00e0 di questo infaticabile apostolo dalla Cina, riflettendo su quelle parole che appena un anno addietro ci diceva trovandosi qui in mezzo a noi: \u201c Se Mao me lo permette io son pronto a ripartire\u201d. Il servo buono e, fedele era in verit\u00e0 pronto, ma non pi\u00f9 per la fatica bens\u00ec per il riposo eterno. 62 anni! Si direbbe una morte immatura, ma a riflettere sulla vita del carissimo scomparso, il mio parere \u00e8 tutt\u2019altro. Torna a proposito del nostro caso quello che un antico ammoniva ad un tale:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cQuid numeras annos? Vixit maturior annis. Acta senem faciunt; haec numeranda tibi; his aevum fuit implendum, non segnibus annis.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cQuanti anni conti?\u00a0Visse in maniera pi\u00f9 matura dei suoi anni.\u00a0Le azioni fanno l\u2019uomo saggio; queste cose devono essere numerate per te; il tempo fu riempito per questi non dagli anni, ma dai segni.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Vito Randazzo da Carini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>3\u00aa Liceo Classico anno 1957\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Testimonianza di Vito Randazzo, alunno a Marineo nell\u2019anno scolastico 1956\/57 Fu tra i primi padri che conobbi dopo il mio ingresso in collegio. Adesso non \u00e8 pi\u00f9. \u00c8 morto nonostante l\u2019apparente sua florida salute. Sembrava che ne avesse da vendere, ma purtroppo molte volte sorella morte non rispettava le pi\u00f9 sane e prudenti regole della natura. 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