{"id":101,"date":"2016-01-18T11:42:57","date_gmt":"2016-01-18T11:42:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/?page_id=101"},"modified":"2016-02-26T18:29:15","modified_gmt":"2016-02-26T18:29:15","slug":"ss-crocifisso","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/?page_id=101","title":{"rendered":"SS. CROCIFISSO"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><b><\/b>Montelepre, ridente cittadina di circa sei mila abitanti, situata a pochi chilometri da Palermo, capoluogo della Sicilia, possiede numerosi monumenti civili e religiosi di notevole valore storico ed artistico.<br \/>\nLa Chiesa Madre, costruita nel XVII\u00b0 secolo, dedicata alla Madonna del Rosario \u00e8 il cuore religioso del paese, ed \u00e8 diventata parrocchia nel 1751. L\u2019edificio sacro ha tre navate ed \u00e8 retto da sei colonne monolitiche e da archi romanici che sostengono la volta centrale, adornata da pitture raffiguranti i misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi del Rosario.Nel presbiterio sopra l\u2019altare maggiore di marmo pregiato, si conserva un gioiello di inestimabile valore la miracolosa effigie del SS. Crocifisso che poggia su una croce lignea in noce, rivestita con fasce di pietra agata. Dinanzi a questa stupenda icona nasce spontaneo fermarsi per contemplare, riflettere, pregare. Un grande santo del XVIII\u00b0 secolo, Paolo della Croce diceva: \u201cIl Crocifisso \u00e8 Amore e conquista il mondo. \u00c8 l\u2019abbraccio che arriva dappertutto e stringe ed amalgama gli uomini in una sola famiglia\u2026.\u00e8 l\u2019invenzione pi\u00f9 stupenda dell\u2019amore di Dio\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>CELEBRAZIONE LITURGICA<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Montelepre, agli inizi del XVIII secolo, la festa si celebrava il 3 Maggio, a ricordo del prodigioso ritrovamento della santa croce, avvenuta intorno al 330 d.c.\u00a0 a Gerusalemme, come in diversi paesi della Sicilia quali : Bisacquino, Monreale, Baucina, Castronovo, Cerda, Ciminna, Geraci Siculo. Mentre a Roma si dava importanza alla festa della \u201cexaltatio crucis\u201d fissata al 14 settembre. La trasposizione della festa dal 3 maggio alla quarta domenica dello stesso mese fu autorizzata con nota ministeriale del 4 Marzo 1835 e con approvazione dell\u2019Ordinario Diocesano di Monreale, Mons. Domenico Benedetto Balsamo (1816-1844), n\u00b0132 del maggio dello stesso anno. Dagli inizi degli anni \u201960, sotto l\u2019arciprete Don Natale Ferrara (1928-1973) e Arcivescovo di Monreale Mons. Corrado Mingo (1961-1978) la festa del SS. Crocifisso si celebra l\u2019ultima domenica di Giugno. Il Simulacro viene descritto come \u201cstupendissimo e prodigiosissimo, di grande rilievo\u201d. Sono ignote le origini e la provenienza. Diverse sono le tradizioni orali legate al suo rinvenimento ed al suo arrivo in paese. La prima narra che \u201cil Simulacro in avorio, giunto a Palermo su una barca da paesi lontani, fosse passato in mano a persone di Montelepre, le quali si preoccuparono di portarlo in paese.Opera di un monaco che nel modellare il volto del Cristo, preg\u00f2 Dio che lo aiutasse\u2026. l\u2019indomani il volto era modellato, tanto da diventare prodigioso\u201d. La seconda tradizione parla di un uomo che lo ha consegnato nel 1751 all\u2019arciprete del paese Don Antonino Di Lorenzo e poi al Superiore della Compagnia del SS. Sacramento e del Viatico. L\u2019anno successivo prima mietitura del frumento fu portato in processione per le vie del paese con grande fede. La terza tradizione la pi\u00f9 comune narra che il Simulacro sia stato trovato in un vasto terreno tra Montelepre e Carini, ad opera di due contadini, mentre dissodavano i loro campi. Per dirimere la questione dell\u2019appartenenza il Crocifisso venne posto su di un carro trainato da due buoi\u2026. che si diressero alla volta di Montelepre. Giuseppe Pitr\u00e8 nella sua opera \u201cFeste Patronali in Sicilia\u201d cos\u00ec dice: \u201cMolti sono i paesi nei quali il Crocifisso \u00e8 venerato come patrono: e forse, studiandone con un p\u00f2 d\u2019attenzione le usanze, si riconoscer\u00e0 la somiglianza loro. Nella chiesa maggiore di Montelepre \u00e8 un Crocifisso, a cui i Montelepresi hanno una singolare devozione, e basta dire che per esso passarono in seconda linea quella che aveano secolare per la Madonna del Rosario, ed al patronato di Maria sostituirono senza tanti complimenti quello del Crocifisso. E sapete voi perch\u00e9? Perch\u00e8 questo Crocifisso proveniva da paesi lontani, e giunto sopra barca a Palermo \u00e8 passato in mano a persone di Montelepre, queste ebbero cura di portarlo in paese e di esporlo alla venerazione dei fedeli. Aggiungi che cercando dall\u2019autore si venne a sapere\u00a0 che esso fu un monaco santo, il quale vistosi impossibilitato ad eseguire una testa conforme ai suoi desideri, si rimise alla Provvidenza pregandola perch\u00e8 volesse aiutarlo nella suprema opera. Una mattina, levatosi appena, ebbe la consolante sorpresa di veder compiuto il lavoro, con una testa bellissima, che pare la miglior parte di tutto il corpo. La mano soprannaturale si vede chiara, e per\u00f2 non poteva il simulacro non esser prodigioso. Dicono, infatti, che nel trasporto di esso da Palermo a Montelepre, a poca distanza dall\u2019abitato, improvvisamente e spontaneamente si accendessero le candele gi\u00e0 pronte per suo ingresso trionfale. Tutti sono profondamente devoti a questo Crocifisso; ma tra tutti, i marinai specialmente; i quali nelle burrasche e quando l\u2019infuriare dei venti minaccia le loro barche, gli si raccomandano con viva fede. Non ripeto le solite pratiche solenni per la processione. Solo dir\u00f2 che fino a pochi anni sono, di prima ora si menava in giro il palio, un drappo di seta di forma rettangolare, al quale erano attaccati non so quanti campanelli d\u2019argento. Lo reggevano ai quattro angoli altrettante persone, che lanciavano addosso agli spettatori dei confetti. Al giunger che facevano in chiesa, uno a ci\u00f2 designato, salito sul pulpito declamava non so che poesia, nella quale dopo decantata la potenza di Ges\u00f9 Crocifisso lo supplicava, come patrono, di benedire l\u2019annata. Questo palio ci fa subito ricordare del presente di altri paesi della Sicilia; come la poesia, il costume, ora smesso, della festa di Carini , e la leggenda del Crocifisso, un motivo molto diffuso nel leggendario dei santi patroni.La festa ricorre l\u2019ultima Domenica di Maggio, ma incomincia due giorni prima\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><b>PREGHIERE IN LINGUA SICILIANA<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Chianci, chianci, piccaturi<br \/>\nCa muriu lu Ridinturi<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Rit. Chianci e grira accuss\u00ec forti<br \/>\nca pi nui, patiu la morti<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">1. Santissimu Crucifissu,<br \/>\na vui riccurru spissu.<br \/>\nAvvucatu pressu Diu,<br \/>\nprutitturi amatu miu.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">2. A nui tutti prisirvati,<br \/>\na nui tutti libirati,<br \/>\ndi fami, peste e guerra<br \/>\ne trimuri di la terra.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">3. Siti sempri nostru scutu<br \/>\nprutitturi e nostru aiutu.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">4.Santissimu Crucifissu<br \/>\ncu Vui mi cunfiru spissu<br \/>\ncu Vui confiru e speru<br \/>\na grazia aspittannu ri lu celu<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">5.Santissimu Ecce Homu<br \/>\nquant\u2019\u00e8 beddu lu Vostru nnomu;<br \/>\nquant\u2019\u00e8 granni a Vostra putenza<br \/>\nmannatimi a ddivina provvidenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><b>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Cincu chiai e cincu rosi,<br \/>\nlu Signori accuss\u00ec vosi,<br \/>\ne si misi in agonia,<br \/>\npi sarvari l\u2019arma mia.<br \/>\nDumannamuli ca l\u2019havemu,<br \/>\ntutti li grazie chi vulemu<br \/>\npi sti figghi ca ti isanu cu n\u2019amuri<br \/>\ne chiamamulu sempr\u00ec e spiss\u00f9<br \/>\n\u201cEvviva u Santissimu Crucifissu ViVa\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Santissumu Crucifissu,<br \/>\nli Vostri grazie su\u2019 spissu;<br \/>\nsta iurnata nun havi a scurari,<br \/>\nca sta grazia n\u2019aviti a fari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>LA VARA DEL SS.CROCIFISSO<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Vara del SS. Crocifisso \u00e8 composta da un piedistallo su cui poggiano quattro colonne centrali di sostegno affiancate da otto colonnine, due per lato, sormontate da una decorazione scolpita nel legno di tipo corinzia e tutte insieme reggono la cupola alla cui sommit\u00e0 \u00e8 posta una croce in legno dorata. Al centro sotto la cupola viene posto il Simulacro del Crocifisso e, ai piedi, tre per lato siedono i bambini. La Vara del SS. Crocifisso poggia, durante le varie soste nella processione su sostegni di legno detti \u201cvanchi\u201d. Sin dagli inizi e fino alla fine degli anni \u201960 la Vara veniva \u201cportata a spalla\u201d da circa 50 uomini, per lo pi\u00f9 contadini, i quali vestivano pantaloni scuri; camicia bianca; sciarpa rossa legata alla vita ed in testa portavano un fazzoletto bianco legato alla nuca. Anticamente la Vara del SS. Crocifisso, durante la processione, era seguita oltre dai fedeli e dalla Banda Musicale, anche dai contadini con gli animali, muli e cavalli addobbati con nastri rossi al collo, sulla criniera e sulla coda, in segno di ringraziamento. Agli inizi degli anni \u201970 per\u00f2 la tradizione di portare a spalla la Vara \u00e8 stata interrotta e fino al 1993 \u00e8 stata portata lungo il percorso processionale su di un carrello a motore. Il 3 luglio del 1994 per iniziativa dei Sigg. Giuseppe Cucchiara, Giovanni Gaglio e Filippo Giostra, l\u2019incoraggiamento dell\u2019Arciprete di Montelepre, Don Gaspare Randazzo, la tradizione della Vara del SS. Crocifisso \u201cportata a spalla\u201d \u00e8 stata ripresa, rispondendo a questo devoto richiamo ben 88 uomini i quali hanno indossato il nuovo scapolare formato da una casacca rossa legata ai fianchi e sul petto un medaglione con il Cristo in rilievo. Si \u00e8 cos\u00ec ricostituito il Comitato Vara del SS. Crocifisso ricucendo l\u2019interruzione durata 25 anni. Nell\u2019agosto del \u201994 constatate le condizioni strutturali della Vara pessime, si \u00e8 proceduto ad un suo totale rifacimento. I monteleprini e anche quelli emigrati hanno risposto in modo encomiabile. Il 1\u00b0 luglio \u00e8 stata portata in Piazza Ventimiglia la nuova Vara, uguale alla precedente ma pi\u00f9 arricchita nei decori, nei disegni interni ed in tutte le sue componenti. Con apposita liturgia, alla presenza di tantissimi cittadini, delle Autorit\u00e0, del Comitato Vara, dell\u2019Arciprete Don G. Randazzo e degli altri sacerdoti Mons. Francesco Sparacio, Vicario generale della Diocesi di Monreale ha benedetto la nuova opera dono di tutti i Monteleprini al loro patrono: il SS. Crocifisso. L\u2019opera per la parte strutturale \u00e8 stata eseguita dal falegname ebanista Vincenzo Sapienza con l\u2019aiuto di alcuni falegnami di Montelepre. Per la parte artistica, decorazioni, colori, intagli e forme la Vara \u00e8 stata rifinita dal Maestro d\u2019arte Stefano Chiaramente.<br \/>\nPer dare continuit\u00e0 alla tradizione della Vara \u201cportata a spalla\u201d il Comitato si \u00e8 trasformato in Congregazione, riconosciuta ed approvata il 23 febbraio 1996 dall\u2019Ordinario Diocesano di Monreale Mons. Salvatore Cassisa. Durante la celebrazione dei Vespri della Festa del Crocifisso dello stesso anno Don Gaspare Randazzo a benedetto il nuovo stendardo e da allora, fino ad oggi, la Congregazione ha continuato a rappresentare in seno alla Comunit\u00e0 Ecclesiale di Montelepre una presenza attiva e coesa, fortemente devota, annoverando ben\u00a0130 iscritti. Le insegne dei \u201ccongregati\u201d e portatori della Vara sono: una casacca rossa legata ai fianchi da cordelline e sul petto un medaglione con il Cristo in rilievo e sul capo il fazzoletto bianco legato alla nuca. La nuova Vara del SS. Crocifisso f\u00f9 costruita nel 1995 E pesa circa 1800 Kg e gli uomini sono disposti ad una turnazione lungo il percorso processionale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Montelepre, ridente cittadina di circa sei mila abitanti, situata a pochi chilometri da Palermo, capoluogo della Sicilia, possiede numerosi monumenti civili e religiosi di notevole valore storico ed artistico. La Chiesa Madre, costruita nel XVII\u00b0 secolo, dedicata alla Madonna del Rosario \u00e8 il cuore religioso del paese, ed \u00e8 diventata parrocchia nel 1751. L\u2019edificio sacro ha tre navate ed \u00e8 retto da sei colonne monolitiche e da archi romanici che sostengono la volta centrale, adornata da pitture raffiguranti i misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi del Rosario.Nel presbiterio sopra l\u2019altare maggiore di marmo pregiato, si conserva un gioiello di inestimabile valore <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/?page_id=101\">Continua a leggere \u2192<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":49,"menu_order":7,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/101"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=101"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/101\/revisions"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/49"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.parrocchiasantarosalia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=101"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}