SACRO CUORE DI GESÙ

Il venerdì che segue la seconda domenica dopo Pentecoste la Chiesa celebra la solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù.

Intesa alla luce della Sacra Scrittura, l’espressione “cuore di Cristo” designa il mistero stesso di Cristo, la sua persona considerata nel suo nucleo più intimo. Come hanno spesso ricordato i Romani Pontefici, la devozione al cuore di Cristo ha un solido fondamento nella Bibbia: Gesù, che è uno con il Padre

(Gv 10,30), invita i suoi discepoli a vivere in intima comunione con lui, ad assumere la sua persona e la sua Parola come norma di vita e rivela sé stesso come maestro mite e umile di cuore (Mt 11,29). Si può dire, in un certo senso, che la devozione al cuore di Cristo è la traduzione in termini cultuali dello sguardo che, secondo la parola profetica ed evangelica, tutte le generazioni cristiane «volgeranno a colui che è stato trafitto» (cfr. Gv 19,37; Zc 12,10), cioè al costato di Cristo, trafitto dalla lancia, dal quale scaturì sangue e acqua (Gv 19,34), simbolo del «mirabile sacramento di tutta la Chiesa» (Sacrosanctum concilium, 5).

Le forme di devozione al cuore del Salvatore sono molto numerose; alcune sono state approvate e raccomandate dalla Sede Apostolica. Tra esse ricordiamo: la consacrazione personale, che, secondo Pio XI, «fra tutte le pratiche che spettano propriamente al culto del Sacratissimo Cuore, primeggia» (Miserentissimus Redemptor, 6); la consacrazione della famiglia, mediante la quale il nucleo familiare, già partecipe in virtù del sacramento del Matrimonio del mistero di unità e di amore fra Cristo e la Chiesa, viene dedicato al Signore, perché egli regni nel cuore di ognuno dei suoi membri (cfr.El, Aliae concessiones, I); le litanie del cuore di Gesù, approvate nel 189l per tutta la Chiesa, di contenuto biblico e arricchite di indulgenze; l’atto di riparazione, formula di preghiera con cui il fedele intende implorare misericordia e riparare le offese recate in tanti modi al suo cuore dolcissimo (cfr.El, Aliae concessiones, 3); la pratica dei nove primi venerdì del mese, che trae origine dalla “grande promessa” fatta da Gesù a santa Margherita Maria Alacoque.