PADRE “NOSTRO” – Prima Parte

La preghiera del Padre nostro, insieme all’ Ave Maria, è forse la preghiera più recitata ogni giorno dai credenti e, forse anche la più conosciuta dai fedeli di altre religioni. Recitare il Padre nostro può però avere significati diversi: può essere una ripetizione meccanica, superficiale e svuotata di contenuti. Oppure può diventare una scuola di preghiera che ci introduce al mistero di Dio, allora relazione personale con un Dio sempre attento ai bisogni dei suoi figli e che, sa ascoltare le domande a lui rivolte. In questo modo, il Padre nostro, da preghiera recitata, diventa preghiera che fa pregare il credente che contempla la bellezza del Padre. Il Padre nostro è una preghiera molto scarna, brevissima! Per noi cristiani, è il riassunto di tutto il Vangelo e le singole invocazioni si comprendono solo alla luce del Vangelo.

La caratteristica del Padre nostro è che solo Gesù ha iniziato a pregare con questo nome, e glielo hai insegnato ai suoi discepoli. Sia nel brano di Gesù dodicenne al tempio di Gerusalemme, sia negli episodi della passione Gesù in bocca il Padre ed usa una parola familiare: Abbà. È un nome molto tenero, che risveglia un mondo di affetti, di abbandono e di fiducia. Per questo nella liturgia della messa la recita del Padre nostro viene introdotta dal verbo ” osiamo dire”.