PADRE “NOSTRO” – Seconda Parte

Quando diciamo Padre “nostro” riconosciamo prima di ogni cosa che le sue promesse d’amore annunziate dei Profeti si sono compiute in Gesù; noi siamo diventati il suo Popolo ed egli è il “nostro” Dio.

Pregando il Padre nostro ci rivolgiamo al Padre di nostro Signore Gesù Cristo, lo adoriamo e lo glorifichiamo con il Figlio e lo Spirito Santo. 

Noi pregando portiamo al Padre tutte quelle persone per le quali Egli ha dato il suo Figlio. L’amore di Dio è senza frontiere e senza barriere, per questo anche la nostra preghiera deve avere la stessa apertura. Pregare per tutte le persone che non lo conosco, per l’unità e la comunione tra i cristiani sparsi nel mondo. La parola “nostro” ci chiede di uscire dal recinto chiuso del nostro io, di accogliere l’altro, di aprire loro il nostro orecchio, il nostro cuore. Il Padre nostro è una preghiera personale e nello stesso tempo ecclesiale. Tu non sei un padre generico, per cui i figli sono tanti. Tu sei il Padre di ognuno di noi, con la sua storia che è grande ai tuoi occhi come agli occhi di nessuno. Per Te ognuno di noi è importante, quale che sia il colore della pelle, la cultura, la storia, la lingua che parla. Qualunque cosa tu faccia, Padre, siamo scritti sul palmo della tua mano perciò non ti dimenticherai mai di nessuno.