SAN CAMILLO DE LELLIS Vicino a ogni malato nel corpo e nello spirito.

Camillo, nato a Bucchianico (Chieti) il 25 maggio del 1550, dopo molte peripezie nella vita militare e mondana cominciò a maturare la sua conversione in ospedale, dove era stato ricoverato per una piaga inguaribile. In seguito, durante un viaggio al convento di San Giovanni Rotondo il 2 febbraio 1575, rimase folgorato dalle parole di un frate: “Dio è tutto. Il resto è nulla. Bisogna salvare l’anima che non muore”. 

Nel lungo viaggio di ritorno, continuava a meditare su quelle parole. A un tratto scese di sella, si buttò a terra piangendo: “Signore, ho peccato. Perdona a questo gran peccatore! 

Me infelice che per tanti anni non ti ho conosciuto e non ti ho amato. Signore, dammi tempo per piangere a lungo i miei peccati”. Immediata fu la richiesta di entrare nell’Ordine francescano, ma la piaga alla caviglia lo riportò nuovamente all’ospedale San Giacomo di Roma. 

A contatto con i malati si delineò la sua speciale vocazione al servizio di Cristo nei fratelli sofferenti. 

Per questo fondò l’Ordine dei Ministri degli infermi (Camilliani), con l’abito contraddistinto dalla croce rossa sul petto. Nel 1607, spossato dalla malattia lasciò la guida dell’Ordine, ma continuò a servire i poveri e i malati fino alla morte, che lo colse il 14 luglio 1614. 

La Chiesa propone san Camillo quale modello di amore verso tutti i sofferenti, designandolo patrono degli ammalati, degli ospedali e di tutto il personale sanitario.