SANTA CATERINA DA SIENA

Nasce a Siena il 25 marzo 1347 da una famiglia della piccola borghesia. Già a 6 anni ha la prima visione di Gesù vestito maestosamente. A 7 anni fa voto di verginità. Ai progetti di matrimonio, che fanno per lei i suoi genitori, risponde tagliandosi i capelli e coprendosi la testa con un velo bianco. 

Nel 1363 Caterina entra a far parte del Terz’Ordine di San Domenico e veste l’abito delle Mantellate. 

Preghiere, penitenze e digiuni costellano ormai le sue giornate. Analfabeta, riceve dal Signore il dono di saper leggere e impara anche a scrivere, ma ama dettare le sue lettere, accorate e sapienti, indirizzate al Papa, che chiama “il dolce Cristo in terra”, ai re, ai condottieri e alla gente del popolo. 

Svolge, un’intensa attività caritatevole a vantaggio dei poveri, degli ammalati, dei carcerati. 

Nel raccoglimento della sua cella detta il Dialogo sulla divina Provvidenza per elevare a Dio i suo ultimo canto d’amore. Risponde all’appello di papa Urbano VI, col quale si è schierata dall’inizio del grande scisma, che la vuole a Roma in quel momento di grave confusione. 

Qui si ammala. Attorniata dai suoi numerosi discepoli muore il 29 aprile del 1380, dicendo “Padre, nelle tue mani raccomando l’anima mia!”. 

Canonizzata il 29 aprile 1461, nel 1939 viene dichiarata patrona principale d’Italia insieme a San Francesco d’Assisi e il 04 ottobre 1970 Paolo VI la proclama dottore della Chiesa.