BEATO GIORDANO ANSALONE

Nacque a Santo Stefano Quisquina, in provincia di Agrigento, il 1° novembre 1598 da Vincenzo e Lavinia Ansalone e ricevette al battesimo il nome Giacinto. Dopo aver fatto i primi studi nel convento del S. Rosario del suo paese, nel 1615 sentì il richiamo della vocazione ed entrò come novizio nel convento di S. Domenico ad Agrigento, col nome di frate Giordano. 

Nel 1618 si trasferì in Spagna, a Salamanca, per completare gli studi e fu assegnato al convento di Truchiglio in Castiglia. 

Nel 1625 fu inviato missionario nelle Filippine. Partì a piedi e presto si imbarcò per le Americhe, si fermò per qualche tempo in Messico, dove tradusse in latino la storia dei santi domenicani di P. Ferdinando Castillo e infine arrivò a Manila, dove si dedicò subito alla cura degli ammalati. 

Nel 1632 si trasferì poi in Giappone, dove esercitò la sua missione con amore, pur dovendo lottare contro tantissime avversità e fu costretto a fermarsi a Nagasaki perché colpito da grave malattia. 

Guarì miracolosamente, riprese la sua intensa attività ma nell’agosto 1634 fu arrestato per la sua fede cristiana, e unitamente ed altri 70 confratelli, fu torturato e ucciso a Nagasaki il 17 novembre dello stesso anno. 

Frate Giordano fu beatificato nel 1981 dal Papa Giovanni Paolo II ed a lui è stata intitolata la biblioteca comunale del suo paese natio. 

A Santo Stefano Quisquina si conserva una lettera autografa del beato Giordano Ansalone, dove descrive le sofferenze, i pericoli e le avversità affrontare in Giappone. 

Il 1° novembre 1998 in occasione del IV centenario della nascita del santo, nel suo paese d’origine si sono svolte solenni celebrazioni in suo onore.