SANTI CIRILLO E METODIO 

“Gli apostoli degli slavi”, sono fratelli Figli di un funzionario imperiale di Tessalonica, l’attuale Salonicco (Grecia). 

Metodio ha l’indole di un amministratore, grande volontà e tenacia. Costantino, che assumerà poco prima di morire il nome di Cirillo, è più dotato: bello d’aspetto, aperto di carattere brillante.

Metodio diventa governatore di una colonia slava in Macedonia, Costantino invece prima paggio alla corte imperiale di Costantinopoli (oggi Istanbul), e poi professore di filosofia, sacerdote e incaricato di una missione diplomatica presso gli arabi. 

Ma entrambi i fratelli aspirano alla vita religiosa. Nell’862 d.c., su richiesta del principe della Moravia (Repubblica Ceca), Cirillo e Metodio si recano ad evangelizzare il popolo slavo: utilizzano la sua stessa lingua. 

Cirillo allora inventa un alfabeto che poi sarà chiamato cirillico; e quindi traduce in slavo la Sacra Scrittura e i testi Liturgici. 

Il clero tedesco presente in quelle regioni li contesta allora Cirillo e Metodio si recano a Roma e ricevono la piena approvazione del Papa. 

Cirillo muore a Roma all’età di 42 anni nel 869 d.c., Metodio viene nominato vescovo di Sirmio e legato pontificio presso gli slavi della Moravia. 

Tra tanti ostacoli conduce la sua missione con coraggio… Papa Giovanni VIII lo nomina arcivescovo di Moravia. 

Metodio muore a 75 anni, il 06 aprile dell’885. Una immensa folla di popolo partecipa al suo funerale. Noi abbiamo due singolari figure di evangelizzatori e siamo grati al Signore, per questo “dobbiamo pregare per avere anche noi lo Spirito santo, se amiamo la chiesa, se ci uniamo attraverso la carità, se gioiamo nel nome della fede cattolica. Siamo certi, fratelli, che ciascuno ha lo Spirito Santo nella misura in cui ama la chiesa di Cristo” (S. Agostino).