SANT’IGNAZIO DI ANTIOCHIA

Tra la fine del I e la prima metà del II secolo vari autori scrissero su Cristo e sulla Chiesa nascente. Questi vennero chiamati “Padri Apostolici”. 

L’elenco è così formato: Barnaba, Clemente Romano, Policarpo di Smirne, Papia di Gerapoli, Ignazio di Antiochia. Quest’ultimo nacque tra il 35 e il 40 d.c. in una cittadina della Siria. 

Fu Vescovo di Antiochia di Siria per quasi quaranta anni (70-107 d.c.), succedendo secondo Origene all’apostolo Pietro e secondo Eusebio di Cesaria a Pietro ed Evodio. 

Esercitò il suo ministero mentre a Roma governava l’imperatore Traiano. I principi fondanti la sua azione pastorale erano: la fraternità, il rispetto e l’amore verso gli altri; specialmente i nemici. 

Anche la Siria fu terra di grande persecuzione. Arrestato venne spedito a Roma per combattere nell’anfiteatro Flavio contro le belve feroci.

In questo cammino dall’Oriente verso l’Occidente scrisse ben 5 lettere indirizzate alle varie comunità cristiane. 

In queste sue missive parlò della comunione fraterna, della partecipazione all’eucarestia, e sottolineò in modo forte che gli eretici distruggono la Chiesa; Corpo di Cristo. 

Con grande chiarezza rimarcò che “Gesù di Nazareth è realmente esistito, che è stato perseguitato sotto Ponzio Pilato ma è risorto dai morti. 

Il Padre come ha risuscitato Gesù Cristo risusciterà anche noi; che crediamo in lui. Senza di lui non abbiamo la vera vita”.