SAN LUCA EVANGELISTA

L’apostolo Paolo nella Lettera ai Colossesi parla di “Luca il caro medico”, mentre in un altro scritto lo definisce suo collaboratore, amico fedele. 

Medico, dunque, ma soprattutto “evangelista”, sia cooperando con Paolo nell’impegno missionario, sia scrivendo il suo Vangelo, composto di ben 24 capitoli con uno stile ed un uso dei vocaboli ben raffinati.

La leggenda l’ha voluto anche pittore, soprattutto di icone mariane. Questa tradizione è fiorita nel VI secolo in Oriente, quando un autore cristiano sottolineò che da Gerusalemme era stato mandato a Costantinopoli in ritratto della Madre di Gesù dipinto da San Luca e denominato in greco Hodighitria, ossia Maria “guida della via verso Cristo”. 

In realtà, i più bei dipinti Luca ce li ha lasciati nel Vangelo e nel libro degli Atti degli Apostoli, dove cogliamo il ritratto della Chiesa nascente, guidata da Pietro e Paolo. 

Nel Canone Muratoriano un documento che elenca i libri biblici riconosciuti dalla Chiesa leggiamo: “Luca, medico, dopo l’ascensione di Cristo, fu preso come compagno nel suo cammino da Paolo, egli compose il Vangelo. 

Egli non conobbe il Signore nella carne, e iniziò il suo resoconto con la nascita di Giovanni”.  

Da altre fonti possiamo dire che Luca appartiene alla seconda generazione cristiana, proviene dal mondo pagano e si è impegnato con Paolo nella evangelizzazione…

Sono suggestivi i vangeli dell’infanzia (cap. 1° e 2°) e la singolare figura di Maria. È originale il rilievo assegnato all’amore a tal punto che viene chiamato “scriba mansuetudinis Christi”, ossia lo scrittore della mansuetudine e della tenerezza di Gesù. 

Luca, però, ha composto anche un altro scritto, gli Atti degli Apostoli dedicandolo a Teofilo. 

Il cristianesimo parte da Gerusalemme e dopo essersi ramificato nell’area mediterranea orientale, giunge in Grecia e poi a Roma. 

Secondo un’antica tradizione, Luca sarebbe morto martire a Patrasso in Grecia ed il suo corpo trasferito a Costantinopoli, un’altra tradizione attesta che il suo corpo sarebbe stato traslato a Padova in Italia. 

Il suo simbolo è il toro o il vitello, in quanto il suo scritto inizia con un sacrificio nel tempio di Gerusalemme e termina con il martirio degli Apostoli Pietro e Paolo a Roma.