ANGELICA TIRABOSCHI

Un normalissimo abbraccio, nel cortile della parrocchia, dove Angelica fa l’animatrice: una fitta di dolore, rapidi controlli in ospedale. E, alla fine, la diagnosi implacabile: cancro al seno. Comincia così il calvario di Angelica Tiraboschi, morta, a soli 19 anni di età, il 29 agosto 2015, dopo quattordici mesi di lotta con il male. Un periodo che mette a dura prova la fede della giovane, ma la rende, al tempo stesso, più forte e autentica, tanto da portarla a scrivere frasi come questa: “Voglio lasciarmi modellare da Gesù attraverso il calvario che sperimento. Mi fido di Lui. In questo modo il Signore ci perfeziona facendoci diventare un’opera d’arte”. Nata nel 1995 a Pontirolo Nuovo (provincia di Bergamo e diocesi di Milano) Angelica – così la ricordano gli amici – è una ragazza intelligente, generosa e con una gran voglia di vivere: le sue passioni ( la pallavolo, la musica, l’amicizia… ) sono le stesse di tanti coetanei. Da piccola incontra il “rinnovamento nello Spirito Santo”, che giocherà una parte rilevante nel suo cammino di fede. La mamma Romina spiega che “in famiglia, a scuola o con i suoi coetanei, parlava spesso di Dio. Forte è anche l’ammirazione che Angelica nutre per la fondatrice del movimento dei Focolari, Chiara Lubich: in camera sua la ragazza aveva appesa la regola delle sei S” che recita: “sarai santa se sei santa subito”. Per Angelica la vocazione alla santità passa per la malattia. Le conseguenze delle terapie segnano il suo giovane corpo: durante la chemio, per esempio, prova grande tristezza nell’ assistere impotente alla perdita dei suoi lunghi capelli. Eppure trova la forza per offrire a Cristo, quel sacrificio. Un’energia spirituale, la sua, che lascia il segno: dopo la morte di Angelica, diverse persone racconteranno di aver ricevuto da lei, nel suo periodo in ospedale, una forte testimonianza di fede.