PERCHÉ TUTTI POSSANO DIVENTARE AMICI DI DIO

Ricordo quando ero bambina; un giorno la nonna mi portò sulla riva di un lago, gettò un sassolino nell’acqua e mi disse: “Vedi? Si formano cerchi nell’acqua, essi si propagano fino alle sponde del lago. Così avviene quando si compie un’azione, buona o no, è come l’onda che si propaga fino ai margini della terra”. Una legge fisica che contiene una verità spirituale: l’uomo può essere protagonista di un mondo di pace o di guerra.

E io cosa avrei scelto? È Dio che chiama e chiama sempre, ma la mia chiamata come è avvenuta? Ricordo che spesso stavo davanti a Dio in preghiera. Gli chiedevo semplicemente: “Signore, che cosa vuoi che io faccia?”. Ed è stata una situazione sofferta per lungo tempo; poi, gustando nella preghiera la sua presenza divina, ho creduto che la mia vocazione fosse quella di custodire uno spazio interiore, nel segreto del cuore in cui vivere alla presenza di Dio.

Sono in seguito trascorsi molti anni, che mi vedevano immersa in attività di vario genere, parrocchiale e sociale. Il lavoro mi dava ampia autonomia economica e di tempo, e mi dava anche una certa soddisfazione personale. Esperienze di vario genere quindi, ma la parrocchia in cui abitavo mi assorbiva sempre di più; finché un giorno, mentre stavo in preghiera, ho avvertito nuovamente la stessa chiamata di un tempo.

Ed è stata come una domanda-risposta venuta dalla Parola di Dio. “Vuoi dare il meglio di te stessa, tutta te stessa, fino a raggiungere i confini della terra? Fai come Mosè: tieni le braccia alzate in preghiera perché la gente vinca la lotta contro il male. Perché tutti possano diventare amici di Dio”.

Una clarissa

(Città di Castello)

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