IL DINAMISMO DELLO SPIRITO SANTO

San Paolo ci parla dei “frutti” dello Spirito Santo (cfr Gal 5,22). Quindi lo Spirito Santo, che noi riceviamo e per cui diventiamo “tempio di Dio” (cfr 1 Cor 3,16), non resta inattivo in noi, ma opera per la nostra santificazione: lo Spirito Santo è santificatore. La nostra santificazione non è opera nostra, ma dello Spirito. Per diventare santi noi dobbiamo lasciar fare allo Spirito Santo. Purtroppo spesso ostacoliamo la sua opera di santificazione. E questo ostacolo “rattrista” lo Spirito (cfr Ef 4,30).

Noi siamo chiamati ad ascoltare la “voce” dello Spirito, che non sappiamo da dove viene né dove va (cfr Gv 3,8). Egli dà voce al nostro anelito verso Dio, alla nostra preghiera perché noi “non sappiamo cosa chiedere”, ma Egli prega in noi “con gemiti inesprimibili” (cfr Rm 8,26). Anzi il suo diventa un “grido” che attesta il fatto che noi siamo figli di Dio (cfr Gal 4,6).

Lo Spirito Santo discende in noi come fuoco (cfr At 2,3), perché rischiara l’anima, riscalda il cuore, brucia i nostri peccati. Discende in noi come “acqua viva” (cfr Gv 4,10; 7,37), perché disseta la nostra sete d’infinito, irrora la terra della nostra anima arida, lava le nostre colpe e rinnova la vita. Egli “è Signore e dà la vita”. Noi invochiamo “la pienezza dello Spirito Santo perché diventiamo in Cristo un solo corpo e un solo spirito” (Preghiera Eucaristica III).

Lo Spirito Santo è l’anima della Chiesa, Sposa di Cristo. Lo Spirito è unito alla Chiesa nell’invocazione suprema che scaturisce del nostro bisogno estremo di Cristo: “Lo Spirito e la Sposa dicono: “Vieni!” (Ap 22,17).

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