SANT’AGOSTINO DI CANTERBURY

IL PRIMO ARCIVESCOVO D’INGHILTERRA

Nato a Roma in un anno che non sappiamo, è venerato come “apostolo dell’Inghilterra”. Agostino era priore del monastero benedettino di Sant’Andrea sul Celio a Roma, quando ricevette da papa Gregorio l’incarico di partire per evangelizzare l’Inghilterra. Il Santo partì con quaranta confratelli. Dopo aver fatto tappa nell’isola di Lerino (vicino a Cannes), Agostino tornò precipitosamente a Roma per supplicare il Papa di conferirgli un altro incarico: era infatti spaventato delle voci che gli erano giunte sulla crudeltà e le sevizie che i sassoni compivano sulla popolazione indifesa. Per incoraggiarlo, il Pontefice lo nominò abate e lo consacrò vescovo di Arles. Presto raggiunse l’isola britannica di Thanet dove, con sua grande sorpresa, fu accolto dal re del Kent in Persona e della sua sposa già cristiana, Berta. Era stata quest’ultima, figlia del re di Parigi, a convincere il sovrano sassone a ricevere degnamente il predicatore romano. Dopo breve tempo il re permise ai monaci di stabilirsi nella città reale, a Canterbury, costruendo il loro monastero presso l’antica chiesetta di San Martino. In quei mesi furono fatte molte opere e il re quasi conviveva con i monaci. Nella Pentecoste ricevette il Battesimo e nel Natale dello stesso anno più di settemila angli seguirono il suo esempio. Agostino mandò a Roma due monaci per informare il papa su quanto stava accadendo nella missione e per avere direttive certe su come impostare la vita della Chiesa nascente. Questi tornarono quattro anni dopo, con una lettera del papa per Agostino e un’altra per il re. Il papa inviava al Santo un altro numeroso gruppo di monaci, il pallio, col potere di ordinare altri vescovi, e la nomina ad arcivescovo primate d’Inghilterra. Le lettere, che papa Gregorio inviò spesso alla regina Berta e al vescovo di Canterbury, testimoniano la soddisfazione del Pontefice per l’evangelizzazione dell’isola condotta da Agostino. Il Santo missionario, nonostante l’alta carica conferitagli, rimase fedele allo spirito benedettino e continuò a impegnarsi nella preghiera e nel lavoro; desiderava far crescere la comunità cristiana nell’amore a Dio e al prossimo. Seguì le indicazioni del Papa per la ripartizione in territori ecclesiastici ed eresse altre due sedi vescovili, quella di Londra e quella di Rochester, consacrando vescovi.

Agostino morì il 26 maggio del 604; il suo corpo riposa ancora presso l’abbazia di Canterbury, nella chiesa  a lui dedicata.

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