SULLE ORME DI GESU’ IN TERRASANTA

                                     

Un nutrito gruppo di fedeli della Comunità ecclesiale di Montelepre, con il loro presbitero don Santino Terranova, ci siamo recati in Terrasanta dal 04 al 10 luglio u.s dove lo Spirito ci ha condotti per il vivo desiderio di ripercorrere le tappe della vita di Gesù, mettendo i piedi sulle stesse orme da Lui lasciate.

 La terra di Canaan è importante per il Cristianesimo, perché il Nuovo Testamento dice che questo sia il luogo di nascita, di vita, di Crocifissione e di Resurrezione di Gesù di Nazareth, che i Cristiani considerano essere il Salvatore o il Messia.

In questa terra ci ha guidati Maria, Sua e nostra tenerissima Madre, che ci ha condotti verso Gesù, il nostro compagno di viaggio verso l’eternità.

NAZARETH

Nazareth in Galilea, luogo dove visse Gesù e sito di molti luoghi sacri come: la Chiesa della Basilica dell’Annunciazione, il Pozzo di Maria, la fontana della Vergine fino alla casa di Maria e all’abitazione di Giuseppe, lì tutto ci richiama al Mistero di Dio.

Dal Monte Carmelo, luogo dove il profeta Elia incontra Dio (IX sec. A.c.) e dove San Simone Stock nel lontano 1251 d.c. ebbe in visione la Madonna, siamo scesi a Cana di Galilea dove Gesù trasformò l’acqua in vino (Gv 2,1-11) e lì abbiamo rinnovato le nostre promesse matrimoniali.

Abbiamo visto il Lago di Tiberiade, detto anche mare di Galilea, dove Gesù scelse come suoi discepoli alcuni dei pescatori che lì vivevano del loro umile lavoro. Lì, come narrano i Vangeli, Gesù calmò le acque in tempesta, camminò su quelle acque e, dopo la pesca miracolosa, affidò a Pietro la Sua Chiesa, invitandolo a” pascere le sue pecorelle”.

Cafarnao, con i resti della Sinagoga dove Gesù ha liberato un giovane dallo spirito del male, ci ricorda che lì Gesù ha chiamato gli Apostoli dicendo :” Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini” (Luca 5). Lì ha vissuto, lì ha istruito tante volte quelli che lo seguivano e quella barca ci ricorda la Chiesa di tutti i tempi, che cammina tra lo sconvolgimento dei tempi guidata dall’invisibile nocchiero che è Gesù.  

Siamo saliti sul Monte delle Beatitudini dove Gesù (Matteo 5,1-11) ci ha consegnato la magna carta del Cristianesimo, sul Monte Tabor dove Cristo si è trasfigurato per insegnarci che solo nell’ascolto della Parola di Dio si riscopre il nostro Battesimo per diventare “luce, sale e lievito del mondo”. 

GERUSALEMME

Lasciando la Galilea, ricca di altri suggestivi luoghi biblici, ci siamo incamminati verso Gerusalemme attraversando come Gesù la Samaria.

La visita del Pozzo di Giacobbe è stata molto emozionante. E’ un pozzo richiamato dalla Bibbia al capitolo IV del Vangelo secondo Giovanni dove si parla dell’incontro di Gesù con una donna samaritana.

Un altro luogo importante per la Cristianità è il Fiume Giordano, luogo del Battesimo di Gesù.

Gerusalemme è stato il luogo dove si sono svolte molte delle vicende della vita di Gesù e dei suoi insegnamenti, i luoghi dell’Ultima Cena, il Monte degli Ulivi, la Via Dolorosa e la Chiesa del Santo Sepolcro dove Gesù è stato crocifisso e poi sepolto sulla vicina collina del Golgota (Calvario).

BETLEMME

Il nostro viaggio, come la Santa Famiglia di Nazareth, ci ha condotti a Betlemme.

I vangeli e la tradizione cristiana indicano Betlemme come luogo di nascita di Gesù Cristo, per questo motivo vi sorge la Basilica della Natività.

In una cripta c’è la grotta della Natività che è il luogo preciso in cui Gesù sarebbe nato: visitarla attraverso una porta stretta, che è poi il simbolo della vita del cristiano, è stato di un’emozione indescrivibile.

Ogni città della Terra santa ha la propria identità, i suoi venerati luoghi sacri, che hanno fatto da sfondo a messaggi divini e miracoli, battaglie e conquiste, da Betlemme col suo significato biblico di luogo di nascita di Gesù Cristo, all’antica Gerico, la città più antica del mondo.

Per noi tutti visitare questa terra ha avuto un significato quasi esclusivamente religioso, anche perché è stato accompagnato da celebrazioni eucaristiche e preghiere. E nessuno è tornato alla propria casa allo stesso modo di come era partito: ad ognuno è rimasto qualcosa nel cuore che ha trasmesso agli altri, amici o congiunti, ben sapendo che vivere questo pellegrinaggio è un’esperienza del tutto personale e soggettiva e, pertanto, unica. 

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