LO SGUARDO RIVOLTO ALLA MADRE E TANTA VOGLIA DI RICOSTRUIRE

Ricordiamo tutti, a un anno dal crollo del ponte Morandi e dalla morte di 43 persone, quanto successe intorno a quel dramma. Sincere emozioni collettive e poi subito caccia ai responsabili e tante polemiche. Non mancò il protagonismo di farsi eroi  politici e mediatici. Ricordo la scena vista durante un’altra tragedia in Puglia: un’anziana nonna teneva in braccio la nipotina addormentata, una mano per accarezzarla e un’altra per scorrere la corona del Rosario. Mi pare la sintesi di come la sapienza popolare cristianoa vince di fronte al mistero del dolore. Ecco cosa sono stati per Genova la Madonna della Guardia e il suo Santuario. Una fiumana di gente è accorsa da Lei, la grande Madre, con sentimenti diversi: gratitudine degli scampati, senso di incredulità e quasi di colpa per poter essere ancora lì, preghiera per i feriti gravissimi e per i morti. Per giorni e giorni il pellegrinaggio sembrava non finire, silenzioso e dolente. Una quantità mai vista di messaggi arrivava da ogni parte del mondo. Poi, a poco a poco, il dolore si stemperava e diventava condivisione, solidarietà e tanta voglia di ricostruire. Tutto questo lo ha espresso l’ex voto di un artista, Luca Damonte: una città intera, unita e solidale, le istituzioni e la gente a scavare tra le macerie. Due sguardi si incontrano: dal basso quello di un popolo,sgomento ma fattivo, e dall’alto quello della Madre, che non ha mai smesso di vegliare sui suoi figli.

MARCO GRANARA 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *