RIMASERO ACCANTO AL POPOLO ALGERINO, ORA SONO BEATI

Un evento unico è stato vissuto dalla Chiesa intera con la beatificazione di diciannove martiri cristiani celebrata, per la prima volta, in un paese a maggioranza musulmana. È avvenuto sabato 8 dicembre 2018 a Orano in Algeria, quando il cardinale Angelo Becciu, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, in rappresentanza di Papa Francesco, ha elevato agli onori degli altari un gruppo di martiri uccisi  fa il 1994 e il 1996. I più conosciuti, come ricorda il postulatore della causa, padre Thomas Georgeon,sono i monaci trappisti di Tibhirine e l’allora vescovo di Orano, Monsignor Pierre Claverie. Ma vi sono anche altri religiosi e religiose, appartenenti a otto istituti, veri modelli di “santità comune”, quella che si può definire la “santità della porta accanto”. Questi martiri, pur sapendo di rischiare la vita, hanno scelto liberamente di restare nel Paese accanto al popolo. La gente soffriva per il clima di odio e di violenza, che causava vittime  indifferentemente sia tra i cristiani, sia tra i musulmani. La Chiesa, iscrivendo i loro nomi nel libro dei beati, ha riconosciuto l’esemplarità della loro vita e l’eroismo della loro morte, con la quale hanno reso testimonianza a Cristo. Attraverso questa beatificazione- ha sottolineato Papa Francesco nel messaggio rivolto a tutti i partecipanti alla messa- la Chiesa “vuole testimoniare il suo desiderio di continuare a operare per il dialogo, la concordia e l’amicizia. Crediamo che questo evento senza precedenti nel vostro paese traccerà nel cielo algerino un grande segno di fraternità, indirizzato a tutto il mondo”. 

NICOLA GORI

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