XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – 14 Luglio 2019

Prossimo” è un termine che indica vicinanza o affinità, spaziale o temporale, a qualcuno o a qualcosa. In senso teologico cristiano, il prossimo è l’oggetto del comandamento dell’amore di Gesù; è colui che nell’immediato, per incontro o per relazione, ci dà il suo aiuto e verso il quale esprimiamo il comandamento: «Ama il prossimo tuo come te stesso». Il prossimo è chiunque la vita e le circostanze ti mettono accanto, che incontri per caso, amico o nemico che sia; chiunque abbia bisogno di te. La parabola che Gesù racconta è molto chiara: amare il prossimo significa aiutare l’emarginato e chiunque soffre per qualsiasi genere di dolore. Quello che colpisce è l’aria antirituale che si respira nel racconto: il sacerdote e il levita, rappresentanti ufficiali dell’amore di Dio nella struttura religiosa israelitica, non si lasciano commuovere dal bisogno di aiuto dell’uomo che hanno trovato per strada. Il loro atteggiamento dimostra che l’amore di Dio che essi rappresentano è una menzogna e che tutta la loro esistenza religiosa è falsa. Gesù attacca anche le istituzioni religiose del tempo, che non sono coerenti con ciò che rappresentano. Sempre di più in questo tempo si rifiuta la conttradizione tra      ciò che si predica e ciò che in realtà si vive. È un fattore molto importante: chiunque voglia testimoniare il Vangelo deve farlo attraverso la propria vita. Non basta predicare: coloro che seguono Cristo devono innanzitutto vivere ciò che predicano. Anzi, sono proprio i fatti a rendere credibili le parole.

E noi, siamo testimoni credibili?

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