L’EVENTO DELLA PENTECOSTE

Riflettiamo su Atti 2,1-11 definita la celebrazione della pienezza della Pasqua. E’ l’inizio della “manifestazione della Chiesa”, “per l’effusione dello Spirito Santo”. Paolo VI dice: “la Pentecoste è il Natale storico della Chiesa”. A Pentecoste gli uomini con il dono dello Spirito Santo sperimentano le insondabili meraviglie di Dio.  Sottolineamo il simbolismo con cui lo Spirito si manifesta a Pentecoste : Il vento, il fuoco, le lingue. E’ tutto un simbolismo missionario: infiammati e trasformati dal fuoco dello Spirito, gli Apostoli saranno spinti dal vento del medesimo Spirito a diffondere in tutto il mondo il Vangelo di Gesù nelle differenti lingue degli uomini. Anche noi come gli Apostoli siamo invitati ad annunciare Gesù a parlare agli uomini di oggi delle meraviglie di Dio. Questo esige che “ci riempiamo dello Spirito Santo” per annunciare la Parola, senza ridurla e senza sminuirla. La Parola di Cristo è una sola, immutabile e divina. Con la Pentecoste gli Apostoli vengono costituiti missionari e in loro si sviluppa una fede più limpida, una speranza più salda, una carità più ardente. Sappiamo che Gesù chiamò gli Apostoli perché stessero con lui e anche per mandarli a predicare (Mc 3,14).             Quella convivenza, quell’intimità con Gesù non riuscì a trasformarli totalmente, era necessaria la forza dello Spirito, e così avvenne. Lo Spirito discende sugli Apostoli per costituirli  primi “testimoni della risurrezione”. Pietro sottolineerà nelle sue catechesi che lui è stato un testimone privilegiato (At 10,40) e per questo poteva compiere il mandato del Signore (Mc 16, 15).

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