Riflessioni sul Salmo 17 – SUPPLICA DEL GIUSTO

È la preghiera di un innocente perseguitato che si appella alla giustizia di Dio. La sua composizione è attribuita a Re Davide, quando fuggiva sulle montagne di Giuda perseguitato da Re Saul o, anche, in occasione delle ingiurie che gli rivolse Semei (2 Sam 16ss…).

L’orante usufruisce dell’asilo del tempio durante la notte e ha fiducia di essere risollevato da Dio la mattina. Questa preghiera acquista pienezza e compimento sulle labbra di Gesù quando dà testimonianza dell’amore di Dio giungendo a morire sulla croce.

“I tuoi occhi vedano”

Gli occhi dell’uomo hanno bisogno della luce per vedere: gli occhi di Dio sono fonte luminosa che proietta i suoi raggi sull’uomo che confida in Lui. Mentre il giudice umano investiga i fatti, il giudice divino penetra il cuore ed il tempo propizio per questo è la notte dice Agostino. Infatti gli effetti reali dell’animo si manifestano nei tempi della prova e della sofferenza.

I commentatori leggono in questi versi un sottofondo messianico che rimanda a numerosi passi del Vangelo, come la salita di Gesù a Gerusalemme per celebrare la festa delle Capanne(Gv 7-10). In quell’occasione Gesù si proclama il Messia di Dio, l’Unto del Signore. Il fedele viene chiamato a seguire “l’orma” e a piegare l’orgoglio e la superbia. Sant’Agostino dice che le orme di Cristo sono rimaste impresse nella Scrittura e nei Sacramenti. “Tu che salvi dai nemici chi si affida alla tua destra”. La” destra di Dio ” è il posto riservato ai redenti, chiamati a vivere nel regno del Padre come lo fu il buon ladrone (Lc 23,39ss) figura di Adamo espulso dall’Eden.

L’orante è chiamato a lottare contro l’orgoglio e a manifestare invece pietà e compassione ad immagine di Dio che è “clemente e misericordioso, lento all’ira e pieno di amore, Dio fedele “(Sal 86,15).

Lungo la storia gli ebrei hanno mormorato ma Dio li ha sempre saziati e Gesù con la prima e seconda moltiplicazione dei pani e dei pesci ha voluto chiamare l’uomo alla fede per far sorgere un Adamo “ricreato a sua immagine e somiglianza”.  E “al risveglio, secondo i Padri, quando risusciterò dal sonno della morte, mi sazierò della tua presenza (volto), cioè del tuo stesso Figlio morto e risuscitato che si consegna per me nell’Eucarestia” (Sant’Agostino).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *